Lombardia rallenta la crescita e vede domanda e investimenti più deboli nel 2026

Lombardia rallenta la crescita e vede domanda e investimenti più deboli nel 2026
Lombardia tra incertezza e calo

L'economia lombarda continua a mostrare indicatori superiori alla media nazionale, con Pil, occupazione e attività brevettuale ancora su livelli relativamente solidi. Il quadro però si fa più incerto, perché il clima di fiducia peggiora e le imprese prevedono per il 2026 una domanda più debole con piani di investimento ridimensionati.

In evidenza

  • Nel 2025 il Pil della Lombardia cresce dello 0,7%, superando la media nazionale, con disoccupazione in calo al 3% e brevetti doppi rispetto all’Italia.
  • Dal 2008 il Pil regionale avanza di dieci punti contro i tre nazionali, ma la crescita pro capite si limita a un punto a causa dell’aumento demografico.
  • Nel 2026 le imprese lombarde prevedono domanda e investimenti in calo, riflettendo un peggioramento della fiducia legato a incertezze geopolitiche.

Crescita regionale e segnali di frenata

Come riportato da Il Sole 24 Ore, i dati illustrati dalla sede lombarda di Banca d'Italia mostrano un'economia regionale in condizioni mediamente positive, ma inserita in un contesto meno rassicurante sul fronte delle prospettive. Nel 2025 il Pil della Lombardia cresce dello 0,7%, sopra la media nazionale, mentre la disoccupazione scende al 3% e i brevetti risultano pari al doppio della media italiana.

Dal 2008 il Pil regionale registra un progresso di dieci punti, contro i tre del dato complessivo del Paese. Tuttavia, in termini pro capite la crescita si riduce ad appena un punto, per effetto dell'aumento della popolazione.

Secondo Giorgio Gobbi, direttore della sede di Milano di Banca d'Italia, le prospettive dipendono in modo cruciale dall'esito dei conflitti armati. In questo contesto il clima di fiducia è in peggioramento e le aziende si attendono un calo della domanda nel 2026, insieme a una revisione al ribasso dei programmi di investimento.

Lavoro, demografia e impatto sul sistema produttivo

La regione mantiene una capacità di attrazione superiore alla media nazionale anche sul mercato del lavoro. Tra il 2009 e il 2025 le persone in età lavorativa aumentano dell'1,7% in Lombardia, mentre il dato medio italiano è in calo.

La dinamica è sostenuta in particolare dai flussi di addetti in arrivo dall'estero, occupati prevalentemente in professioni non qualificate e a bassa remunerazione. Questo contributo sostiene la disponibilità di forza lavoro, ma aiuta anche a spiegare perché il miglioramento della crescita aggregata non si traduce con la stessa intensità nei redditi reali pro capite.

Nel nostro precedente articolo sulle PMI italiane quotate in Borsa tra il 2011 e il 2025 abbiamo analizzato come la quotazione possa sostenere crescita industriale e finanziaria, ma con risultati molto selettivi: i rendimenti e le valutazioni si concentrano soprattutto sulle società migliori. Abbiamo anche evidenziato la forte dispersione delle valutazioni e la concentrazione degli scambi sulle blue chip, un fattore che limita la visibilità di molte mid e small cap nonostante il loro peso nell’economia reale.

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