Gold si consolida mentre i mercati emergenti aumentano la domanda come copertura geopolitica
Gold (XAU) è scambiato a $4.330,32, registrando un lieve calo giornaliero dello 0,02%. The asset si trova attualmente al di sotto della sua media mobile chiave di breve termine, con un supporto provvisorio mantenuto nel medio termine.
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In evidenza
- Un accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran per allentare le tensioni e riaprire lo Stretto di Hormuz ha ridotto il rischio geopolitico, attenuando la domanda di oro come bene rifugio.
- Le banche centrali stanno adeguando le strategie di riserva vendendo oro in Svizzera a fronte dei rischi commerciali, mentre i mercati emergenti stanno aumentando le allocazioni in oro per coprirsi dalla volatilità persistente.
- Gold affronta segnali tecnici contrastanti con una forza degli acquirenti a breve termine; il prezzo dovrebbe consolidarsi tra $4.176,44 e $4.484,20 nei prossimi tre giorni.
Le variazioni delle Reserve e la percezione del rischio guidano flussi misti in un contesto di tensioni in diminuzione
The Stati Uniti e l’Iran hanno raggiunto un accordo preliminare per porre fine alle ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz, riducendo così il rischio geopolitico percepito e attenuando le preoccupazioni sull’inflazione trainata dall’energia, influenzando di conseguenza la domanda di oro come bene rifugio. Le Central bank hanno risposto riducendo attivamente le loro riserve auree in Svizzera e adeguando le strategie di gestione delle riserve alla luce dei conflitti commerciali in corso e dei rischi legati ai dazi. Allo stesso tempo, le pressioni della politica commerciale hanno portato le banche centrali dei mercati emergenti ad aumentare le allocazioni in oro per coprirsi dal rischio geopolitico, mentre gli sforzi più ampi di de-dollarizzazione da parte delle autorità monetarie globali hanno segnalato un interesse continuo nell’aumentare le riserve auree, anche se l’andamento dei prezzi è rimasto sotto una pressione di vendita più ampia.
Momentum misto mentre l’oro si muove tra livelli tecnici chiave
Sul grafico H4, XAU si trova sotto la sua MA-20 a $4.329,69 e sopra la MA-50 a $4.322,43, restando comunque sotto la MA-200 giornaliera a $4.355,10. La resistenza immediata è definita dall’Ichimoku Kijun a $4.333,43, con il massimo odierno registrato a $4.330,32 e un recente gap di $0,63. Gli indicatori di Momentum offrono segnali contrastanti: MACD e ADX mostrano entrambi segnali di acquisto, con il primo che evidenzia un forte slancio, mentre lo Stoch RSI è passato in zona ipervenduto. L’RSI si attesta a 54,19 in territorio neutro-rialzista, il CCI è neutro, il BBP è in ipercomprato e l’Awesome Oscillator resta neutro, evidenziando una possibile divergenza e incertezza nel bias intraday.
Attesa una fase di consolidamento mentre resistenza e volatilità influenzano le prospettive
Guardando ai prossimi due o tre giorni di contrattazione, l’intervallo di prezzo previsto per l’oro è tra $4.176,44 e $4.484,20 sulla base della volatilità tipica. C’è una probabilità del 53% di un movimento al rialzo, rendendo i ribassi leggermente meno probabili nel brevissimo termine. L’aspettativa di base è che XAU consolidi all’interno di questo intervallo; una rottura rialzista richiederebbe un movimento deciso sopra la resistenza a $4.333,43, mentre una svolta ribassista potrebbe vedere i prezzi scendere verso il limite inferiore della fascia prevista vicino a $4.176,44.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che la persistente domanda istituzionale e le mutevoli dinamiche geopolitiche avevano delineato una prospettiva cautamente ottimista, ma tecnicamente vincolata, per l’oro. Con i segnali attuali che indicano una maggiore probabilità di una rottura al rialzo, i trader dovrebbero monitorare la resistenza a $4.333,43 per confermare un rinnovato slancio rialzista nelle prossime sessioni.
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