I salumi italiani ampliano l'export e mantengono i consumi interni

I salumi italiani ampliano l'export e mantengono i consumi interni
Export salumi record

Il comparto dei salumi made in Italy chiude il 2025 con crescita della produzione, fatturato in aumento e un nuovo record delle esportazioni, nonostante i dazi di Trump e le tensioni internazionali. I risultati arrivano mentre Assica porta questi dati all'assemblea del 18 giugno a Roma e segnala anche una tenuta del mercato domestico.

In evidenza

  • La produzione nazionale di salumi italiani nel 2025 raggiunge 1,173 milioni di tonnellate (+0,6%), per un valore di 9,643 miliardi di euro (+1,9%).
  • L'export nel 2025 tocca il record di 2,5 miliardi di euro, crescendo del 5,3% in volume e valore grazie alla domanda estera.
  • Assica prevede per il 2026 prospettive positive legate al rapido ritorno della stabilità internazionale e al contenimento dell'inflazione.

Risultati 2025 e quadro del mercato interno

Come riportato da Il Sole 24 Ore, il settore dei salumi italiani raggiunge nel 2025 una produzione nazionale di 1,173 milioni di tonnellate, in aumento dello 0,6% sull'anno precedente, per un valore complessivo di 9,643 miliardi di euro, pari a un progresso dell'1,9%. L'assemblea di Assica, l'associazione delle industrie dei salumi e delle carni preparate, mette al centro questi numeri il 18 giugno a Roma.

Secondo il presidente di Assica, Lorenzo Beretta, i dati confermano una lieve crescita anche sul mercato interno, pur in un contesto economico segnato da incertezza e prudenza nei consumi. La disponibilità al consumo sul mercato nazionale raggiunge 989.200 tonnellate, con un miglioramento dello 0,5%, mentre il consumo apparente pro capite sale a 16,6 chilogrammi annui.

Nel mix dei consumi interni, il prosciutto cotto resta il prodotto più richiesto con una quota del 28,1% del totale dei salumi consumati in Italia. Seguono il prosciutto crudo stagionato con il 21%, la categoria mortadella e wurstel con il 19,6%, il salame con l'8,3% e la bresaola con il 2,4%.

Spinta dell'export e prospettive per il 2026

L'export rappresenta il principale motore della crescita del comparto, con un giro d'affari record di 2,5 miliardi di euro nel 2025 e un aumento del 5,3% sia in volume sia in valore rispetto all'anno precedente. Il testo segnala inoltre una traiettoria di espansione anche nel primo trimestre, quando le esportazioni crescono dell'1,9% in quantità a fronte di una lieve moderazione dei prezzi.

Assica indica che questa dinamica riflette un aggiustamento dopo l'aumento dei prezzi registrato all'inizio del 2025, più sostenuto rispetto ai volumi. Per il 2026 l'associazione mantiene una valutazione positiva, legata a uno scenario di rapido ritorno alla stabilità internazionale e di contenimento dell'inflazione.

Nel nostro precedente articolo sulle esportazioni record dei formaggi italiani nel 2025 abbiamo evidenziato che le vendite estere hanno raggiunto 6,7 miliardi di euro (+4,6%), con un ulteriore +3,8% nel primo trimestre 2026. Il rallentamento negli Stati Uniti è stato compensato dall’espansione in Europa, Canada e Giappone, mentre la filiera ha beneficiato anche di una maggiore disponibilità di latte nazionale e di importazioni in calo.

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