Il settore dei formaggi italiani amplia l’export e porta il fatturato a 28,5 miliardi

Il settore dei formaggi italiani amplia l’export e porta il fatturato a 28,5 miliardi
Export record per i formaggi

Il comparto italiano dei formaggi chiude il 2025 con esportazioni record nonostante i dazi U.S. e le incertezze internazionali. Nei primi tre mesi del 2026 la crescita all’estero prosegue e compensa il calo del mercato statunitense con progressi in Europa, Canada e Giappone.

In evidenza

  • L’export dei formaggi italiani cresce del 4,6% nel 2025 a 6,7 miliardi di euro e segna +3,8% nel primo trimestre 2026.
  • Italia supera la Nuova Zelanda, diventando il secondo export caseario mondiale con 2,01 miliardi di euro in extra UE, nonostante flessione negli U.S.
  • Nel 2025 il settore raggiunge 28,5 miliardi di euro di fatturato e trasforma 13,5 milioni di tonnellate di latte vaccino (+2,1%), con importazioni calate al 6%.

Export e produzione sostengono la crescita

Come riportato da Il Sole 24 Ore, i dati sull’export sono al centro dell’assemblea di Assolatte in programma il 18 giugno a Milano. Nel 2025 le vendite estere del settore raggiungono 6,7 miliardi di euro, in aumento del 4,6%, mentre nel primo trimestre del 2026 segnano un ulteriore progresso del 3,8%.

Il calo dell’11,4% negli U.S. viene compensato dagli aumenti registrati in Germania, Spagna, UK, Francia, Canada e Giappone. Secondo il presidente di Assolatte Paolo Zanetti, con 2,01 miliardi di esportazioni extra Ue l’Italia supera la Nuova Zelanda e diventa il secondo esportatore caseario mondiale per valore dopo gli U.S.

Oltre quattro miliardi di fatturato estero vengono realizzati nei mercati europei, che assorbono più di 479mila tonnellate di formaggi. L’intero settore raggiunge così un giro d’affari di 28,5 miliardi e rappresenta l’11% dell’export e l’11% del fatturato alla produzione dell’industria alimentare italiana, oltre al 9% degli addetti con più di 43mila lavoratori.

Filiera nazionale e impatto sull’industria alimentare

Nel corso del 2025 l’industria del latte e dei formaggi trasforma 13,5 milioni di tonnellate di latte vaccino, con una crescita del 2,1%. La quota di latte estero utilizzato scende al 6% del totale a fine 2025, grazie a un calo del 7% delle importazioni, e registra un’ulteriore flessione del 22,5% nel primo trimestre del 2026.

Zanetti collega questi risultati a una strategia di sostegno alla zootecnia nazionale e alla valorizzazione del latte italiano, anche attraverso il sistema delle Dop. Questa impostazione consente al settore di lavorare tutto il latte disponibile nel Paese, riconoscere agli allevatori un valore superiore rispetto ai principali concorrenti europei e aumentare la produzione complessiva in un contesto di consumi interni sostanzialmente stabili.

La maggiore disponibilità di materia prima sostiene inoltre la crescita di quasi tutte le principali categorie produttive. Il latte alimentare sale dell’1,7%, i fermentati del 4,8%, il burro del 6,8%, le creme del 5% e i formaggi vaccini dello 0,5%.

Il piano Coltivaitalia approvato in commissione Agricoltura alla Camera mobilita oltre 1 miliardo di euro tra il 2027 e il 2029 per rafforzare il settore primario, puntando su sovranità alimentare, ricambio generazionale e innovazione. Nella nostra precedente analisi abbiamo evidenziato come una quota rilevante delle risorse sia destinata anche ad “Allevamento Italia” e a misure di semplificazione e stabilizzazione dei mercati, con l’obiettivo di sostenere la produzione nazionale e ridurre la dipendenza dalle importazioni.

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