Inps, lavoratori domestici in calo nel 2025 per il quarto anno consecutivo

Inps, lavoratori domestici in calo nel 2025 per il quarto anno consecutivo
Lavoratori domestici ancora giù

Il lavoro domestico in Italia continua a ridursi dopo il picco registrato durante la pandemia e nel 2025 i lavoratori con almeno un contributo versato all'INPS scendono a 804.464. Il comparto resta a forte prevalenza femminile e straniera, con Lombardia e Lazio che concentrano una quota rilevante degli addetti.

In evidenza

  • L'Osservatorio INPS 2025 segnala un calo del 2,3% dei lavoratori domestici rispetto al 2024, quarto anno consecutivo di diminuzione con 173mila addetti persi dal 2021.
  • La componente straniera rappresenta il 68,9% del totale, con un calo nel triennio 2023-2025 del 4% rispetto a una flessione del 5% tra gli italiani; Lombardia prima regione per presenza straniera.
  • Le lavoratrici domestiche percepiscono in media 8.100 euro annuali contro i 7.700 euro degli uomini, con retribuzioni dei badanti superiori del 28% rispetto alle colf.

Nuovi dati Inps su occupazione e composizione del settore

Come emerge dall'Osservatorio sui lavoratori domestici dell'INPS, aggiornato con i dati del 2025, il numero complessivo degli addetti cala del 2,3% rispetto al 2024 e segna il quarto arretramento annuo consecutivo. Dopo gli aumenti del 2020 e del 2021, legati alla regolarizzazione spontanea durante il lockdown e al decreto Rilancio sull'emersione del lavoro irregolare, tra il 2021 e il 2025 il settore perde circa 173mila lavoratori.

La flessione è più marcata tra le donne, in calo del 2,4%, rispetto agli uomini, in diminuzione dell'1,5%. Nel 2025 la componente femminile rappresenta l'88,7% del totale, pari a 713.538 lavoratrici, mentre gli uomini sono 90.926 e pesano per l'11,3%. Sul fronte anagrafico, la fascia più numerosa è quella tra 55 e 59 anni, con il 18,8% del totale; il 27,2% ha almeno 60 anni e solo l'1,6% ha meno di 25 anni.

Gli stranieri restano la componente principale del comparto con il 68,9% del totale, anche se il calo prosegue dal 2022. Nel triennio 2023-2025 il numero dei lavoratori stranieri si riduce del 4%, mentre quello degli italiani scende del 5%; nel solo confronto tra 2025 e 2024, la variazione è pari a meno 1,6% per gli stranieri e meno 3,7% per gli italiani. La provenienza più frequente è dall'Europa dell'Est, con 269.098 lavoratori, pari al 33,5% del totale, davanti ai cittadini italiani con 250.368 unità, al Sud America con il 9% e alle Filippine con il 7,5%.

Distribuzione territoriale e profilo economico del comparto

La maggiore concentrazione di lavoratori domestici si registra nel Nord-Ovest, che assorbe il 30,7% del totale, seguito dal Centro con il 27,7%, dal Nord-Est con il 19,9%, dal Sud con il 12,1% e dalle Isole con il 9,6%. Tra le regioni, la Lombardia guida con 156.316 lavoratori, pari al 19,4%, davanti al Lazio con il 14,1%, alla Toscana con l'8,9% e all'Emilia Romagna con l'8,6%; in queste quattro regioni si concentra poco più della metà degli addetti nazionali.

La Lombardia è anche la prima regione per numero di lavoratori stranieri, con circa 125mila unità, seguita dal Lazio con circa 91mila e dall'Emilia Romagna con circa 55mila. In queste aree la quota di stranieri raggiunge l'80%, mentre la Sardegna chiude la classifica con il 18%.

Nel 2025 la tipologia di lavoro badante sale al 51,3% e conferma il sorpasso sulle colf, ferme al 48,7%, già emerso nel 2024. L'attività di colf prevale tra i lavoratori italiani e nella maggior parte delle nazionalità straniere, mentre tra gli addetti provenienti dall'Europa dell'Est, dall'Asia Medio Orientale, dal Nord Africa e dall'America del Sud e Centrale prevale il lavoro di badante.

Sul piano retributivo, l'analisi INPS indica che le lavoratrici domestiche percepiscono in media 8.100 euro, sopra i 7.700 euro degli uomini. Le retribuzioni risultano inoltre più elevate del 28% nell'attività di badante rispetto a quella di colf, a conferma di una diversa struttura delle mansioni all'interno del settore.

Nel nostro precedente articolo sul franchising italiano nel 2025 abbiamo ricostruito l’aumento del giro d’affari fino a 39 miliardi di euro e la crescita degli addetti oltre 327mila, a fronte di una rete di punti vendita sostanzialmente stabile. Abbiamo inoltre sottolineato come i comparti trainanti e la maggiore selettività dei consumi, insieme alla spinta all’espansione all’estero dei brand, stiano ridisegnando le prospettive del settore.

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