Fincantieri-Leonardo punta sui dossier navali del 2026 per sostenere nuovi ordini militari

Fincantieri-Leonardo punta sui dossier navali del 2026 per sostenere nuovi ordini militari
Nuovi ordini navali 2026

Nel resto del 2026 Fincantieri e Leonardo concentrano l'attenzione su una serie di programmi navali militari gestiti tramite la joint venture Orizzonti Sistemi Navali. Le commesse attese tra Italia, Portogallo e Grecia possono avvicinare per il gruppo di Trieste l'obiettivo dichiarato di 5 miliardi di euro di nuovi ordini nel business della difesa.

In evidenza

  • Fincantieri-Leonardo, tramite Orizzonti Sistemi Navali, punta a chiudere entro luglio un contratto da circa 2,7 miliardi di euro per due cacciatorpediniere destinati alla Marina Militare Italiana.
  • L'accordo con il Portogallo su tre fregate Fremm Evo, stimato in 3 miliardi di euro e finanziato con fondi Safe, dovrebbe completare le fasi di negoziazione e contrattualizzazione entro giugno.
  • I dossier OSN includono anche la vendita di due Fremm alla Grecia, le navi spia Clara e il rinnovo della nave Etna, rafforzando visibilità e crescita ordini nel 2026.

Programmi in definizione tra Italia e Portogallo

Come riportato da Il Sole 24 Ore e Radiocor, la pipeline commerciale compare in un capitolo del bilancio di Orizzonti Sistemi Navali, la joint venture partecipata al 51% da Fincantieri e al 49% da Leonardo per la progettazione e produzione di unità navali militari. I due soci non commentano le opportunità ancora in fase di definizione.

Tra i dossier principali c'è il contratto per due nuovi cacciatorpediniere destinati alla Marina Militare Italiana, con relativo supporto tecnico-logistico pluriennale. La relazione che accompagna i conti approvati ad aprile indica in modo orientativo entro luglio la definizione dell'intesa, per un ammontare che il Documento programmatico pluriennale del ministero della Difesa quantifica in circa 2,7 miliardi di euro.

Nel lungo termine, lo stesso Dpp 2025-27 prevede inoltre altre due ulteriori unità navali. Un secondo fronte riguarda il Portogallo, che da mesi ha scelto Fincantieri per l'acquisto di tre fregate Fremm Evo in una commessa stimata in 3 miliardi di euro.

Impatto sulla crescita del business militare

L'ordine portoghese rientrerebbe tra i progetti finanziati attraverso i fondi europei Safe. La relazione di OSN indica entro giugno il completamento delle fasi di offerta, negoziazione e contrattualizzazione, mentre il governo di Lisbona è stato autorizzato a febbraio dalla Commissione Ue a chiedere fino a 5,8 miliardi di euro nell'ambito del programma Security Action for Europe.

Oltre ai programmi con Italia e Portogallo, tra i fascicoli seguiti da Fincantieri-Leonardo figurano anche l'operazione Grecia per la cessione di due Fremm italiane, le navi spia Clara e lo studio per il rinnovo della nave da supporto Etna della Marina italiana. L'insieme di queste opportunità rafforza la visibilità commerciale di OSN nel comparto navale militare e sostiene la traiettoria di crescita degli ordini nel 2026.

Nel nostro precedente articolo sui fondi europei SAFE per la difesa abbiamo spiegato come questo strumento possa sostenere l’aumento degli investimenti nazionali in sicurezza e difesa. Abbiamo riportato anche la posizione del CEO di Leonardo, Lorenzo Mariani, secondo cui l’industria ha già ampliato la capacità produttiva con risorse proprie e che servono maggiore collaborazione e standard tecnici armonizzati tra i Paesi UE per competere su scala globale.

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