La sterlina britannica contro il dollaro consolida mentre il prezzo rimane nel range $1,3118–$1325
Sterlina britannica contro dollaro (GBP/USD) scambia a 1,3184 dopo un calo dello 0,5% nella sessione, attualmente al di sotto delle principali medie mobili. La coppia resta vicino ai minimi di giornata, con il momentum dei prezzi ancora sotto pressione sia nell’outlook di breve che di lungo periodo.
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In evidenza
- La Bank of England ha proposto un quadro normativo per gli stablecoin in sterline, imponendo la copertura tramite titoli di Stato britannici a breve termine e depositi presso la banca centrale.
- Un limite di emissione di £40 miliardi per stablecoin mira a ridurre il rischio sistemico e a influenzare l’approccio istituzionale verso gli asset digitali legati alla sterlina.
- GBP/USD resta sotto pressione ribassista, con gli indicatori tecnici che segnalano una predominanza dei venditori e un probabile range di scambio tra $1,3118 e $1325 nei prossimi giorni.
Le nuove regole della Bank of England sugli stablecoin ridefiniscono le prospettive di innovazione
La Bank of England ha pubblicato la sua dichiarazione di politica e il progetto di Codice di Condotta che introduce un regime normativo per gli emittenti di stablecoin denominati in sterline, come riportato da Bankofengland Co e Beincrypto. Il quadro normativo stabilisce un limite di emissione di £40 miliardi per stablecoin e richiede agli emittenti di garantire le monete principalmente con titoli di Stato britannici a breve termine e depositi presso la banca centrale, con l’obiettivo di assicurare un ambiente sicuro e trasparente per gli asset digitali legati alla sterlina. Questi passi regolatori modificano il panorama dell’innovazione valutaria e potrebbero influenzare la partecipazione istituzionale ai prodotti collegati alla sterlina, anche se l’azione dei prezzi resta sotto una più ampia pressione di vendita.
Il momentum tecnico si indebolisce mentre i segnali di ipervenduto coincidono con la resistenza
Sul grafico orario, GBP/USD scambia al di sotto sia della media mobile a 20 periodi che di quella a 50 periodi, mentre sul timeframe giornaliero il prezzo si trova ben sotto la media mobile a 200 periodi. La resistenza immediata è definita dal livello Ichimoku Kijun a $1,3226. L’RSI è a 34,97, indicando pressione di vendita, con il MACD che supporta un bias ribassista e l’ADX che resta neutrale. Sia lo Stoch RSI che il CCI risultano in ipervenduto, mentre BBP e l’Awesome Oscillator confermano anch’essi il momentum ribassista.
Il range ribassista persiste mentre le probabilità di breakout restano basse
Nel breve termine, si prevede che GBP/USD consolidi in un range tra $1,3118 e $1325 nei prossimi due o tre giorni di trading, riflettendo una banda di volatilità tipica rispetto ai livelli attuali. Sarebbe necessario un movimento sopra la resistenza immediata per innescare un’inversione rialzista, ma la probabilità di un breakout verso l’alto è considerata bassa. Lo scenario più probabile resta un bias ribassista, con possibilità che la coppia si avvicini o testi l’estremità inferiore del range previsto.
In precedenza, gli analisti hanno osservato che l’incertezza sulla leadership e le transizioni politiche nel Regno Unito stavano contribuendo a esercitare pressione sulla sterlina e ad aumentare la sensibilità del mercato. Con l’introduzione da parte della Bank of England di un nuovo quadro normativo per gli stablecoin legati alla sterlina che aggiunge un ulteriore livello di cambiamento strutturale, i trader dovrebbero monitorare possibili variazioni nei flussi istituzionali o nella volatilità che potrebbero influenzare la direzione di GBP/USD oltre la consolidata fase attuale.
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