Leonardo avverte sui fondi esteri nelle aziende della difesa italiana
Nel comparto italiano di aerospazio, difesa e sicurezza torna il tema del controllo degli asset strategici in una fase di possibili aggregazioni societarie. Lorenzo Mariani segnala che l'ingresso di investitori internazionali nel capitale delle imprese può mettere a rischio competenze e attività difficili da recuperare in seguito.
In evidenza
- Leonardo CEO Lorenzo Mariani avverte che la vendita di aziende italiane della difesa a fondi esteri rischia la perdita di competenze e asset strategici.
- Mariani sottolinea che l'ingresso di capitali stranieri va valutato rigorosamente per evitare benefici immediati a scapito del valore industriale di lungo periodo.
- La perdita di controllo italiano sulle società della difesa può compromettere la continuità delle competenze, la protezione di asset sensibili e l'autonomia industriale nazionale.
Allarme sulle aggregazioni del settore
Come riferisce Il Sole 24 Ore Radiocor, l'avvertimento arriva da Lorenzo Mariani, amministratore delegato di Leonardo, intervenuto al convegno di Confindustria "Connext Filiere" dedicato alle imprese dell'aerospazio, della difesa e della sicurezza.Nel suo intervento, Mariani invita alla prudenza quando si parla di aggregazioni e di apertura del capitale a fondi di investimento esteri. Il manager osserva che la cessione di aziende italiane della difesa a investitori internazionali rischia di tradursi nella perdita di competenze e asset strategici che in futuro potrebbero non essere più recuperabili.
Mariani afferma inoltre che l'ingresso di fondi esteri nel capitale va valutato con attenzione, perché il rischio è "vendere il nostro futuro" in cambio di un beneficio immediato che non compensa il valore industriale di lungo periodo.
Implicazioni per industria e sovranità tecnologica
Le dichiarazioni si inseriscono nel dibattito sulla tenuta della filiera nazionale della difesa, un settore in cui capacità produttive, know-how e tecnologie hanno un peso rilevante non solo industriale ma anche strategico.Per il sistema italiano, la perdita di controllo su società attive nella difesa può avere effetti sulla continuità delle competenze, sulla protezione degli asset sensibili e sulla capacità del Paese di mantenere una base industriale autonoma nei comparti della sicurezza e dell'aerospazio.
Nel nostro precedente articolo sul Transition Plan 2026 di Leonardo abbiamo spiegato come il gruppo leghi 1,2 miliardi di euro di investimenti ai propri obiettivi climatici, integrando transizione ambientale e digitale, circolarità e capitale umano. L’approfondimento evidenziava anche il crescente peso dei parametri ESG nella struttura di finanziamento e i risultati su ricavi ed emissioni, delineando la cornice industriale in cui si inseriscono oggi le riflessioni sulla tenuta della filiera e sulla protezione delle competenze strategiche.
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