Consob oscura altri 21 siti abusivi, 13 legati a cripto-attività
L'azione di vigilanza della Consob contro gli operatori finanziari non autorizzati continua con un nuovo intervento su piattaforme online attive nei servizi di investimento e nelle cripto-attività. Il totale dei siti bloccati dall'Autorità sale così a 1.757 da luglio 2019, di cui 217 collegati a fenomeni legati alle cripto-attività.
In evidenza
- Consob ordina l'oscuramento di 21 siti abusivi, tra cui 13 legati a cripto-attività, rafforzando i controlli sul settore finanziario digitale.
- Dal luglio 2019 i siti bloccati da Consob salgono a 1.757, di cui 217 relativi a fenomeni collegati alle cripto-attività.
- L'aumento dei provvedimenti riflette una vigilanza stabile sui rischi agli investitori retail e un focus crescente sulle offerte cripto nel mercato italiano.
Nuovo intervento su servizi finanziari e cripto
Come riportato da Il Sole 24 Ore Radiocor, la Consob ordina l'oscuramento di altri 21 siti internet riconducibili a operatori di servizi finanziari abusivi. La Commissione dispone in particolare la chiusura di otto siti che prestano abusivamente servizi e attività di investimento su strumenti finanziari e di 13 siti che prestano abusivamente servizi per le cripto-attività.L'intervento rientra nei poteri attribuiti all'Autorità per contrastare l'offerta online di servizi finanziari senza autorizzazione. La misura conferma l'attenzione regolatoria verso un'area che comprende sia l'intermediazione tradizionale sia le attività collegate agli asset digitali.
Pressione regolatoria sul mercato italiano
Dal luglio 2019, quando la Consob viene dotata del potere di ordinare l'oscuramento dei siti web degli intermediari finanziari abusivi, il numero complessivo dei siti bloccati raggiunge quota 1.757. Di questi, 217 riguardano fenomeni legati alle cripto-attività.I dati indicano una presenza persistente di operatori non autorizzati nel mercato italiano dei servizi finanziari online. Per il settore, l'intensificazione dei provvedimenti segnala una vigilanza stabile sui rischi per gli investitori retail e un focus crescente sulle offerte collegate al comparto cripto.
Nel nostro precedente approfondimento sulla sospensione dei servizi di Binance nell’UE per la scadenza MiCA, abbiamo spiegato che l’exchange avrebbe dovuto fermare parte dell’operatività perché non in possesso della licenza richiesta entro l’entrata in vigore del nuovo regime. L’articolo ricostruiva anche le difficoltà nel percorso autorizzativo in diversi Paesi e come l’aumento della pressione regolatoria stia ridefinendo l’accesso al mercato per gli operatori crypto.
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