I prezzi del petrolio scendono con il miglioramento dei flussi a Hormuz nonostante l'incertezza sui colloqui con l'Iran
I prezzi del petrolio sono scesi mercoledì mentre i trader si sono concentrati sul miglioramento dei flussi fisici attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante i negoziati tra Stati Uniti e Iran rimanessero fragili. Il calo suggerisce che il mercato stia dando più peso alla ripresa dell'offerta a breve termine rispetto al rischio di un nuovo fallimento della diplomazia.
In evidenza
- Il Brent è sceso dello 0,46%, il WTI è calato dello 0,60%.
- I prezzi si sono indeboliti con il miglioramento del traffico di petroliere attraverso Hormuz.
- L'Iran afferma di aver esportato oltre 40 milioni di barili dalla fine del blocco.
- I colloqui USA-Iran rimangono fragili, mantenendo il rischio geopolitico sul mercato.
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Il Brent è stato scambiato vicino a 73,08 dollari al barile, in calo dello 0,46%, mentre il WTI è sceso dello 0,60% a circa 69,60 dollari. Il movimento è avvenuto mentre il traffico di petroliere attraverso Hormuz ha continuato a riprendersi dopo settimane di interruzioni, attenuando i timori di uno shock prolungato dell'offerta in Medio Oriente, riferisce il New York Post.
La ripresa dell'offerta mette sotto pressione il greggio
Il principale driver dei prezzi è il miglioramento del flusso di petrolio attraverso Hormuz. Il passaggio marittimo, che trasportava circa un quinto delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto prima della guerra, era stato gravemente interrotto durante il conflitto. Da allora il traffico è ripreso, sebbene la ripresa rimanga irregolare e difficile da verificare.
L'Iran afferma di aver esportato più di 40 milioni di barili di greggio da quando gli Stati Uniti hanno revocato il blocco navale dei porti iraniani. TankerTrackers.com ha stimato che le esportazioni iraniane potrebbero aver raggiunto circa 50 milioni di barili in due settimane, utilizzando immagini satellitari, dati di tracciamento delle navi e osservazioni portuali.
Questo rimbalzo ha contribuito a far scendere bruscamente il petrolio dai livelli bellici. Il Brent è stato scambiato vicino a 73 dollari mercoledì, quasi il 40% al di sotto del suo picco di aprile di 118 dollari al barile. Il cambiamento riflette un mercato che non sta più scontando uno shock dell'offerta su vasta scala nel Golfo, anche se l'accordo politico rimane incompiuto.
Anche le scorte di greggio degli Stati Uniti sono diminuite la scorsa settimana, secondo fonti di mercato che citano i dati dell'American Petroleum Institute. Le scorte di greggio sono diminuite di 6,1 milioni di barili nella settimana terminata il 26 giugno, mentre anche le scorte di benzina sono scese, indicando forniture interne più limitate negli Stati Uniti.
I colloqui continuano, ma i rischi rimangono
I negoziatori statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff sono tornati a Doha per colloqui indiretti che coinvolgono mediatori regionali. Funzionari statunitensi hanno descritto gli incontri con i leader locali come positivi, mentre il Qatar ha abbassato le aspettative affermando che la delegazione americana non ha incontrato direttamente i rappresentanti iraniani.
Il memorandum d'intesa del 17 giugno ha posto fine a quasi quattro mesi di guerra, ha riaperto lo Stretto di Hormuz e ha creato una finestra negoziale di 60 giorni. Tale quadro è già finito sotto pressione dopo i rinnovati attacchi del fine settimana e i disaccordi su come il passaggio marittimo debba essere governato una volta scaduto il periodo temporaneo.
L'Iran ha accettato di lasciare passare le navi attraverso Hormuz senza pedaggi durante la finestra di 60 giorni, ma Teheran ha anche insistito sul fatto che manterrà l'influenza sull'amministrazione dello stretto. Qualsiasi mossa per imporre tasse in seguito incontrerebbe probabilmente la resistenza di Stati Uniti, Europa e stati arabi del Golfo.
Un prezzo più basso, non un segnale di via libera definitivo
Il calo dei prezzi del petrolio suggerisce che i trader vedano un miglioramento del quadro immediato dell'offerta. Le navi si muovono di nuovo, le esportazioni iraniane sono riprese e i peggiori timori di un blocco prolungato si sono attenuati.
Ma il mercato non ha superato completamente il conflitto. Hormuz rimane un punto di strozzatura strategico, il cessate il fuoco è temporaneo e la questione delle future regole di transito è irrisolta. Per ora, il petrolio scende perché l'offerta fisica si sta riprendendo, ma il rischio di nuove interruzioni non è scomparso.
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