I Mag 7 perdono 2,3 trilioni di dollari mentre gli investitori si spostano sui titoli dei chip

I Mag 7 perdono 2,3 trilioni di dollari mentre gli investitori si spostano sui titoli dei chip
I Mag 7 calano mentre i produttori di chip continuano il rally

I Magnifici 7 hanno perso circa 2,3 trilioni di dollari di valore di mercato questo mese, mentre gli investitori si interrogano sulla rapidità con cui le Big Tech possano trasformare le ingenti spese per l'intelligenza artificiale in profitti. Il sell-off non ha posto fine al trend dell'IA, ma ha spostato l'attenzione verso i produttori di chip e i fornitori che stanno già beneficiando della fase di espansione.

In evidenza

  • I Magnifici 7 hanno perso circa 2,3 trilioni di dollari di valore questo mese.
  • Microsoft è scesa di circa il 20%, mentre Nvidia è in calo di circa il 13%.
  • I titoli dei semiconduttori rimangono forti, con il Philadelphia Semiconductor Index in rialzo di circa il 6% questo mese.
  • I titoli legati alle memorie sono balzati poiché la domanda di IA crea carenze di offerta.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Le Big Tech affrontano il test della spesa

Secondo CNBC, l'indice Magnificent 7, che monitora le azioni di Microsoft, Nvidia, Alphabet, Apple, Meta, Tesla e Amazon, è sceso di circa il 10% dall'inizio di giugno. Il calo riflette la crescente preoccupazione che le più grandi aziende tecnologiche stiano passando da modelli di business asset-light con un forte free cash flow a modelli a maggiore intensità di capitale basati su data center, chip e infrastrutture per l'intelligenza artificiale.

Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta stanno spendendo centinaia di miliardi di dollari in semiconduttori, capacità cloud e data center per supportare i prodotti IA. Parte di questo investimento viene finanziato tramite debito, rendendo gli investitori più attenti a verificare se la spesa produrrà rendimenti visibili.

La pressione è stata disomogenea. Microsoft è scesa di circa il 20% a giugno, mentre Nvidia è calata di circa il 13%. Apple e Amazon hanno perso ciascuna circa l'8%. La stagione degli utili del secondo trimestre, che inizierà il mese prossimo, rappresenterà un test fondamentale per capire se le aziende sapranno mostrare una crescita dei ricavi più forte, margini migliori o prove più chiare del fatto che i servizi IA stiano passando dalla fase di investimento a quella di monetizzazione.

I produttori di chip tengono meglio

La debolezza dei Mag 7 non si è diffusa uniformemente in tutto il settore tecnologico. I titoli dei semiconduttori hanno registrato performance decisamente migliori, sostenuti proprio da quella spesa per l'IA che sta pesando sui bilanci delle Big Tech.

Il Philadelphia Semiconductor Index, che include Taiwan Semiconductor Manufacturing Co., Micron e ASML, è salito di circa il 6% questo mese. Dall'inizio dell'anno ha guadagnato oltre il 90%, a fronte di un calo del 3,4% per i Magnifici 7. Questa divergenza mostra come gli investitori stiano distinguendo tra le aziende che finanziano l'espansione dell'IA e quelle che vendono i componenti essenziali necessari per realizzarla.

I chip di memoria sono diventati uno dei colli di bottiglia più evidenti nella catena di approvvigionamento dell'IA. La scarsità dell'offerta ha spinto i prezzi nettamente al rialzo, sostenendo aziende come SK Hynix, Samsung e Micron. Il Roundhill Memory ETF, che replica i titoli legati alle memorie, è salito del 166% quest'anno.

Il trend dell'IA si divide in due

Il mercato non tratta più l'IA come un unico asset. Gli investitori mettono in discussione le aziende che spendono pesantemente per costruire piattaforme IA, premiando invece i fornitori che stanno già riscontrando domanda, potere di determinazione dei prezzi e carenza di offerta.

Questa scissione è importante perché la prossima fase del rally dell'IA potrebbe dipendere meno dalle ambizioni e più dalle prove finanziarie. Le Big Tech devono dimostrare che i data center, i chip e le infrastrutture cloud possono generare rendimenti sufficienti a giustificare centinaia di miliardi di dollari di spesa. I produttori di chip, nel frattempo, rimangono meglio posizionati nel breve termine perché stanno vendendo proprio per soddisfare quella domanda.  

Abbiamo precedentemente evidenziato che Microsoft affronta il suo peggior mese dal 2000 a causa dei timori sull'IA che colpiscono il titolo.

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