Italia porta la spesa per difesa e sicurezza al 2,8% del Pil, Meloni rivendica tempi e priorità
Nel confronto sulla sicurezza europea, il governo italiano indica un aumento delle risorse destinate a difesa e sicurezza fino al 2,8% del Pil. La quota, illustrata da Giorgia Meloni a margine del vertice Nato ad Ankara, corrisponde a un incremento dello 0,71% rispetto all'anno precedente.
In evidenza
- Italia porta la spesa per difesa e sicurezza al 2,8% del Pil, registrando un aumento dello 0,71% rispetto all'anno precedente.
- Giorgia Meloni conferma l'impegno italiano verso la Nato ma sottolinea che tempi, modalità e priorità saranno decisi autonomamente dal governo.
- Meloni lega l'incremento della spesa alla necessità di rafforzare l'autonomia strategica europea e ridurre le dipendenze esterne in ambito sicurezza.
Impegni Nato e margini di manovra italiani
Come riferisce Il Sole 24 Ore Radiocor, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni afferma che l'Italia si presenta al vertice Nato con una quota del 2,8% del prodotto interno lordo investita in difesa e sicurezza. La premier sostiene che l'aumento dello 0,71% su base annua riflette una concezione più ampia della sicurezza nazionale e della resilienza strategica.Meloni ribadisce che l'Italia intende rispettare gli impegni assunti, ma vuole farlo in modo sostenibile, decidendo autonomamente tempi, modalità e priorità in base al contesto e alle possibilità del Paese. La linea del governo punta quindi a coniugare l'incremento della spesa con una gestione graduale delle risorse pubbliche.
Sicurezza europea e implicazioni politiche
Secondo la presidente del Consiglio, il rafforzamento delle capacità di difesa europee è necessario soprattutto nella fase attuale. Meloni sostiene che l'Europa debba garantire da sola la propria sicurezza, non per favorire altri partner ma per ridurre le dipendenze esterne.In questa impostazione, la spesa per difesa e sicurezza viene presentata dal governo anche come tema di sovranità, oltre che di protezione militare. Il messaggio politico emerso dal punto stampa ad Ankara collega quindi l'aumento delle risorse a un obiettivo più ampio di autonomia strategica europea.
Nel nostro precedente approfondimento sul vertice Nato di Ankara abbiamo ricostruito la giornata di appuntamenti che culminava con la chiusura del summit, evidenziando l’attenzione del comparto difesa per indicazioni su tempi e conferme dei programmi. In particolare, avevamo sottolineato come la visibilità sulle decisioni dell’Alleanza sia considerata cruciale anche da Fincantieri per la pianificazione industriale e per l’intera filiera della cantieristica militare in Italia e in Europa.
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