Emilia-Romagna liquida 394 milioni alle aziende agricole per i pagamenti 2025

Emilia-Romagna liquida 394 milioni alle aziende agricole per i pagamenti 2025
394 mln alle aziende agricole

La Regione Emilia-Romagna destina 394 milioni di euro a oltre 37mila aziende agricole nell'ambito dei pagamenti per il 2025. Le risorse coprono sia la Domanda unica sia gli interventi a superficie dello Sviluppo rurale, con una quota rilevante rivolta al sostegno di base e alle aree svantaggiate.

In evidenza

  • Emilia-Romagna liquida 394 milioni di euro alle aziende agricole per i pagamenti 2025, con 292 milioni destinati alla Domanda unica.
  • Del pacchetto diretto, più di 154 milioni vanno al sostegno di base, 64 milioni agli ecoschemi e 5,7 milioni ai giovani agricoltori.
  • Gli interventi di Sviluppo rurale valgono quasi 102 milioni, con 29 milioni per zone montane svantaggiate e 27,5 milioni per agricoltura biologica.

Ripartizione dei fondi tra sostegni diretti e sviluppo rurale

Come riportato da Borsa Italiana, oltre 292 milioni di euro vengono erogati per la Domanda unica, la componente più ampia del pacchetto destinato alle imprese agricole della regione.

All'interno di questa voce, più di 154 milioni riguardano il sostegno di base. Circa 64 milioni vanno agli ecoschemi, mentre quasi 25 milioni sono destinati al sostegno redistributivo per le aziende con meno di 50 ettari. Al premio per i giovani agricoltori sono assegnati 5,7 milioni di euro, a beneficio di oltre 1.400 imprese.

Impatto per aree svantaggiate e agricoltura biologica

Gli interventi a superficie dello Sviluppo rurale valgono quasi 102 milioni di euro e coinvolgono oltre 16.200 aziende agricole. Questa linea di spesa amplia il sostegno pubblico verso attività legate alla tenuta dei territori e a pratiche produttive specifiche.

Tra le principali destinazioni figurano oltre 29 milioni per le zone montane svantaggiate, più di 27,5 milioni per l'agricoltura biologica e oltre 16 milioni per le aree svantaggiate non montane. La distribuzione delle risorse conferma il peso delle misure rivolte alla sostenibilità e al mantenimento della produzione agricola nelle aree più fragili della regione.

Nel nostro precedente aggiornamento sulle previsioni occupazionali delle imprese italiane per luglio e per il trimestre luglio-settembre, abbiamo evidenziato un quadro di domanda di lavoro in lieve calo, con un’eccezione per alcuni comparti. In particolare, l’agricoltura risultava in crescita nelle assunzioni, a fronte di un mercato del lavoro caratterizzato da un’ampia quota di contratti a termine e da difficoltà di reperimento del personale.

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