Logistica in Italia, sequestri per 28 milioni in indagine su evasione e manodopera illecita
La nuova stretta giudiziaria nel settore della logistica amplia un filone d'inchiesta che a Milano esamina da oltre tre anni presunti schemi di evasione fiscale legati alla somministrazione illecita di manodopera. I sequestri riguardano tre gruppi e si inseriscono in verifiche su fatture contestate dal 2020 al 2025, con possibili ricadute su costi del lavoro, contributi e Iva.
In evidenza
- La Procura di Milano ha disposto sequestri per 28 milioni di euro contro Bcube, Fiege Logistics Italia e Bonzai nell’ambito di indagini su evasione fiscale e manodopera illecita.
- Le società avrebbero utilizzato fatture per operazioni inesistenti dal 2020 al 2025 legate a somministrazione illecita di manodopera da soggetti non abilitati.
- Le indagini segnalano pratiche sistematiche di evasione Iva e oneri previdenziali tramite società filtro e cooperative, aumentando la pressione normativa sul settore logistico.
Indagine milanese su gruppi della logistica
Come riportato da Il Sole 24 Ore, la Procura di Milano ha disposto altri tre sequestri nel comparto della logistica per un valore complessivo di 28 milioni di euro, nell'ambito di indagini eseguite dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano con la collaborazione dell'Agenzia delle Entrate.Sotto accusa ci sono il gruppo italiano Bcube, con due manager indagati, la multinazionale Fiege Logistics Italia, con il rappresentante legale indagato, e l'italiana Bonzai, appartenente allo stesso gruppo di Bcube, con due manager indagati. Le contestazioni sulle fatture coprono il periodo dal 2020 al 2025 e coinvolgono diversi operatori.
Le ipotesi investigative riguardano l'uso, da parte delle beneficiarie finali, di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti collegate alla somministrazione illecita di manodopera da parte di soggetti non abilitati. Secondo l'impostazione degli inquirenti, le società di logistica avrebbero invece dovuto disporre di manodopera interna per svolgere la propria attività caratteristica.
Impatto sul modello operativo del settore
La ricostruzione della cosiddetta filiera della manodopera indica che i rapporti di lavoro con le società committenti sarebbero stati schermati da società filtro, che a loro volta si sarebbero avvalse di diverse cooperative definite società serbatoio. Queste ultime avrebbero omesso in modo sistematico il versamento dell'Iva e degli oneri previdenziali e assistenziali.Secondo l'inchiesta, il ricorso all'appalto sarebbe stato finalizzato a rafforzare l'organico del committente garantendo al tempo stesso risparmi sul costo del lavoro, l'esternalizzazione delle dinamiche industriali e sindacali e un minore carico fiscale. Il caso conferma la pressione crescente delle autorità su pratiche contrattuali e fiscali nella logistica, un settore già esposto a verifiche ripetute su appalti, contributi e gestione del personale.
Nel nostro precedente articolo sull’aggiornamento del piano industriale della Regione Lazio con Unindustria abbiamo riportato le priorità per i prossimi 12 mesi, con un focus esplicito sulla logistica, sull’attrattività territoriale e sugli strumenti finanziari a sostegno delle imprese. Il piano punta anche su semplificazioni amministrative, rafforzamento delle competenze (reskilling e upskilling) e su iniziative tecnologiche come la strategia per il Rome Technopole, per aumentare competitività e governance del settore.
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