Regione Lazio verso il giudizio di parificazione del rendiconto 2025 il 16 luglio a Roma

Regione Lazio verso il giudizio di parificazione del rendiconto 2025 il 16 luglio a Roma
Conti Lazio sotto esame

La Corte dei conti tiene il 16 luglio 2026 a Roma l’udienza pubblica per il giudizio di parificazione sul rendiconto della Regione Lazio relativo all’esercizio 2025. L’appuntamento, previsto alle 10:30 nell’aula delle Sezioni Riunite in Viale Mazzini 105, rappresenta un passaggio istituzionale chiave nel controllo dei conti regionali.

In evidenza

  • La Corte dei conti esaminerà il rendiconto 2025 della Regione Lazio il 16 luglio 2026 presso la sede romana delle Sezioni Riunite.
  • Il presidente della Sezione regionale di controllo Stefano Siragusa presiederà l’udienza, con requisitoria affidata al procuratore regionale Paolo Luigi Rebecchi.
  • L’iniziativa rafforza la trasparenza amministrativa e il monitoraggio degli equilibri finanziari regionali, con la sessione trasmessa in diretta streaming.

Udienza pubblica su conti e procedure

Come comunicato da Corte dei conti, l’udienza si svolge giovedì 16 luglio 2026 nella sede romana delle Sezioni Riunite e riguarda la verifica del rendiconto della Regione Lazio per l’esercizio 2025.

A presiedere l’udienza è Stefano Siragusa, presidente della Sezione regionale di controllo per il Lazio, mentre la requisitoria è affidata al procuratore regionale per il Lazio Paolo Luigi Rebecchi. Dopo questi interventi è previsto anche quello del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

Impatto istituzionale e accesso pubblico

L’appuntamento si inserisce nel percorso di vigilanza sui bilanci dell’ente regionale e assume rilievo per la trasparenza amministrativa e per il monitoraggio degli equilibri finanziari del Lazio.

L’evento è disponibile in diretta streaming e, al termine dell’udienza, è previsto un breve incontro con la stampa.

Nel nostro precedente approfondimento sul contrasto alle frodi fiscali con il meccanismo “apri e chiudi” abbiamo raccontato l’operazione che ha portato a un sequestro preventivo fino a 4,5 milioni di euro nel Ravennate, con sette soggetti e una catena di imprese create in successione. L’inchiesta ricostruiva trasferimenti di attività e amministratori di fatto, inserendosi in una serie di interventi che in 10 mesi ha superato i 18 milioni di euro di sequestri, con l’obiettivo di tutelare bilanci pubblici e concorrenza leale.

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