Italia, investimenti dei venditori energia trainati dal fotovoltaico
Le società italiane della vendita di elettricità e gas agli utenti finali accelerano la spesa per rafforzare approvvigionamenti e struttura finanziaria, dopo le tensioni emerse con la crisi energetica del 2022. Nel 2025 gli investimenti risultano triplicati su base annua e quasi un terzo delle risorse si concentra sul fotovoltaico, con attese sopra la media anche nel 2026.
In evidenza
- Nel 2025 gli investimenti delle società di vendita di energia elettrica e gas crescono del 191% su base annua, con il 32% destinato al fotovoltaico.
- Il settore mostra maggiore resilienza rispetto all'inizio della crisi energetica, grazie a strategie di diversificazione e rafforzamento finanziario delle aziende analizzate.
- La ripresa delle marginalità, l'aumento del circolante e flussi di cassa più solidi permettono una riduzione della rischiosità e un ritorno all'indebitamento per molte società.
Ricerca Cerved su investimenti e resilienza
Come riporta Il Sole 24 Ore, le indicazioni emergono dall’ultima ricerca di Cerved Rating Agency sul comparto della vendita di elettricità e gas agli utenti finali, integrata con il recente «Credit Outlook 2026: mid-year review» sull’andamento della probabilità di default delle imprese italiane fino al 2027. L’analisi si basa su un panel di società che rappresenta il 45% dei volumi di vendita dell’elettricità e il 34% dei volumi di gas, escludendo i primi 10 operatori.Secondo lo studio, nel 2025 gli investimenti crescono del 191% su base annua e il 32% delle risorse si indirizza al fotovoltaico. Le prospettive per il 2026 restano sensibilmente superiori alle medie, segnalando una prosecuzione delle strategie di rafforzamento adottate dalle grandi compagnie energetiche.
Effetti su margini, debito e rischio
Dai dati emerge un ecosistema di imprese più resiliente rispetto alla fase iniziale della crisi energetica legata alla guerra in Ucraina. Gli interventi già realizzati e quelli programmati per mettere in sicurezza e diversificare le fonti di approvvigionamento migliorano la posizione finanziaria delle società, mentre il recente conflitto tra U.S. e Iran non fa salire il prezzo del gas quanto quello del petrolio.Questi fattori sostengono una ripresa delle marginalità per le aziende del panel, dopo una fase che ha spinto molte società a ristrutturazioni interne. La diversificazione degli approvvigionamenti e il cambiamento dei termini di ricavo, per esempio con la fatturazione mensile, aumentano il circolante, consentono a molte realtà di tornare a indebitarsi e rafforzano i flussi di cassa, con una riduzione della rischiosità rispetto a pochi anni fa.
Nel nostro precedente articolo sul minibond tokenizzato di UniCredit per Union S.p.A. abbiamo raccontato come la finanza digitale stia supportando la transizione energetica, convogliando capitale verso nuovi impianti fotovoltaici. L’operazione da 5 milioni di euro, realizzata tramite tokenizzazione su blockchain pubblica, mirava a finanziare cinque impianti da 1 MW ciascuno, puntando su maggiore efficienza, trasparenza e automazione nella gestione dei flussi.
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