Riassunto del mercato azionario: Dow, Nasdaq in calo in vista dei dati sull'occupazione e delle prospettive sui tassi della Fed

Riassunto del mercato azionario: Dow, Nasdaq in calo in vista dei dati sull'occupazione e delle prospettive sui tassi della Fed
Azioni statunitensi in calo; oro a livelli record, Asia mista

I titoli azionari statunitensi sono scesi martedì, al ritorno dalla pausa per il Labor Day, a causa delle rinnovate preoccupazioni per il deficit del bilancio federale e per l'aumento dei rendimenti globali, mentre l'oro ha stabilito un altro record sopra i 3.500 dollari l'oncia.

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Il sentimento è stato anche offuscato dall'incertezza sui dazi a seguito della sentenza della corte d'appello statunitense che ha dichiarato illegali la maggior parte dei dazi dell'era Trump, anche se ancora in vigore in attesa dell'appello, e da una lettura contrastante della geopolitica asiatica, mentre i leader si sono incontrati al vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.

Indici globali

- S&P 500: 6.460,26, -0,64%

- NASDAQ: 21.455,552, -1,15%

- DJIA: 45.544,88, -0,20%

- FTSE: 9.153,03, -0,47%

- NIKKEI: 42.310,49, +0,29%

- HSI: 25.496,55, -0,47%.

-SHANGHAI: 3.858,133, -0,45%

Mercati statunitensi

Le principali medie statunitensi hanno esteso il calo della scorsa settimana. L'angoscia per il deficit di bilancio, insieme all'aumento dei rendimenti dei Treasury a lungo termine, ha mantenuto la pressione sulle azioni di crescita sensibili alla durata, lasciando il Nasdaq, che pesa sul settore tecnologico, più debole.

L'ascesa dell'oro al di sopra dei 3.500 $/oz ha sottolineato la domanda di beni rifugio, mentre gli investitori hanno digerito la sentenza sui dazi doganali e atteso i nuovi dati sul mercato del lavoro che potrebbero definire il percorso a breve termine della Federal Reserve. Con i titoli fiscali e commerciali in evoluzione, i trader hanno favorito i difensivi, riducendo i titoli ciclici e quelli ad alta valutazione.

Mercati europei

I titoli europei hanno aperto il mese in ribasso dopo un breve rimbalzo. L'inflazione dell'Eurozona è salita al 2,1% annuo, superando l'obiettivo del 2% della Banca Centrale Europea per la prima volta da aprile e rafforzando l'ipotesi di un mantenimento dei tassi da parte della BCE la prossima settimana.

Lo STOXX 600 è scivolato, mentre il DAX è sceso dell'1,1% e il CAC 40 ha registrato un calo dello 0,1%; il rendimento trentennale della Germania ha toccato un massimo di 14 anni, seguendo il movimento degli Stati Uniti. I movimenti settoriali sono stati disomogenei: la difesa ha inizialmente sovraperformato dopo che il Regno Unito ha annunciato l'ordine di navi da guerra da 10 miliardi di sterline da parte della Norvegia, mentre l'assistenza sanitaria è stata sostenuta dalle notizie societarie prima che l'inflazione si affievolisse.

Mercati asiatici

La chiusura dell'Asia è stata frammentata. Il Nikkei giapponese ha guadagnato dopo una fase di negoziazione incerta, mentre il Topix è avanzato dello 0,61%.

In Cina, due letture PMI hanno dipinto un quadro manifatturiero misto - un indicatore ufficiale ancora al di sotto di 50 e un sondaggio privato in aumento al di sopra di 50 - lasciando lo Shanghai Composite in modesto calo. L'Hang Seng è scivolato a causa dell'incertezza sui dazi, nonostante le sacche di forza del settore tecnologico. I benchmark indiani hanno registrato un modesto rialzo dopo le notizie di un potenziale alleggerimento delle tariffe nei rapporti commerciali tra Stati Uniti e India, con il Nifty 50 in rialzo dello 0,28% e il Sensex dello 0,26%.

Conclusioni di sintesi

I mercati hanno riaperto in un contesto macro più complicato: un prezzo dell'oro record, un'inflazione europea di base più solida, rendimenti globali più elevati e una politica commerciale incerta. Nel breve periodo, la direzione è probabilmente condizionata dai dati sull'occupazione negli Stati Uniti e da eventuali chiarimenti sulle tariffe. Se le condizioni del lavoro si raffreddano e le tensioni commerciali si allentano, la propensione al rischio potrebbe stabilizzarsi; preoccupazioni fiscali prolungate o un'inflazione più rigida manterrebbero le azioni sulla difensiva.

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