Il Nikkei 225 scivola a 41.939 mentre l'aumento dei rendimenti e i segnali della BOJ pesano sul sentiment
Il Nikkei 225 è sceso dello 0,88%, chiudendo a 41.939 mercoledì, seguendo il calo di Wall Street, mentre i mercati azionari globali hanno lottato contro l'aumento dei rendimenti obbligazionari e le persistenti incertezze commerciali. Il più ampio indice Topix è sceso dell'1,07% a 3.049, segnalando la fragilità del sentimento degli investitori nonostante la tenuta degli utili delle società giapponesi.
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Dati salienti
- Il Nikkei 225 è sceso dello 0,88% a 41.939, mentre il Topix ha perso l'1,07% a 3.049 mercoledì.
- Il supporto si trova a 41.800, con una rottura che rischierebbe un calo verso 41.150, mentre la resistenza si trova a 42.400.
- I segnali politici della BOJ e i rialzi dei rendimenti statunitensi rimangono i fattori chiave mentre gli investitori valutano i dati sulla crescita dei salari.
L'indice Nikkei 225 rimane in un trend rialzista di lungo periodo, ma ora sta premendo contro una zona di supporto critica. L'azione dei prezzi è scivolata verso la linea di tendenza ascendente dai minimi di marzo, con un supporto immediato tra 41.900 e 41.800. Una rottura prolungata al di sotto di questa zona potrebbe accelerare il ribasso verso 41.150, dove l'EMA a 100 periodi coincide con il supporto precedente.

Dinamica dell'indice Nikkei 225 (Fonte: TradingView)
Al rialzo, la resistenza emerge vicino a 42.400, allineata con l'EMA a 20 periodi. La riconquista di questa soglia potrebbe rilanciare lo slancio rialzista, creando un nuovo test dell'area 43.500-44.000. Tuttavia, gli indicatori di momentum riflettono cautela, con l'RSI a 41 - vicino al territorio di ipervenduto - che suggerisce il rischio di ulteriore debolezza prima della stabilizzazione.
Driver di mercato
I pesanti ribassi dei leader dell'indice hanno amplificato le perdite. SoftBank Group, Mitsubishi Heavy Industries e Mitsubishi UFJ sono scesi di oltre il 5% ciascuno, mentre Tokyo Electron e Sanrio hanno registrato cali più contenuti ma significativi. La flessione sottolinea la sensibilità degli investitori alla volatilità dei tassi globali, con i rendimenti dei Treasury statunitensi in aumento a causa delle persistenti preoccupazioni in materia di inflazione e di bilancio.
A livello nazionale, il governatore della Banca del Giappone Kazuo Ueda ha ribadito che la banca centrale è pronta ad aumentare i tassi se i dati economici e sull'inflazione si svilupperanno come previsto. Le osservazioni hanno rafforzato il messaggio che l'orientamento ultra-accomodante del Giappone è ormai alle spalle, aumentando l'attenzione degli investitori sui prossimi dati relativi alla crescita dei salari. Dati forti rafforzerebbero l'ipotesi di un ulteriore inasprimento, aumentando potenzialmente la pressione sui titoli azionari, già alle prese con venti contrari esterni.
Prospettive dell'indice Nikkei 225
Il Nikkei si trova di fronte a un momento cruciale. Sebbene il trend rialzista più ampio rimanga intatto, l'indice è vulnerabile se il supporto a 41.800 viene rotto. Una stabilizzazione al di sopra di 42.400 ripristinerebbe la fiducia, ma fino ad allora la tendenza è quella di un cauto consolidamento. Le forze macro globali, come il rialzo dei rendimenti, i dati economici statunitensi e le frizioni commerciali, influenzeranno le mosse a breve termine, insieme ai segnali interni provenienti dall'andamento dei salari e dalla politica della BOJ.
Nelle nostre precedenti discussioni abbiamo sottolineato l'importanza del livello 42.000 come zona di supporto strutturale per il canale rialzista del Nikkei. La ritirata di questa settimana conferma l'importanza del livello. La sua difesa rimane fondamentale per preservare il trend rialzista di lungo periodo.
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