Il titolo Nvidia si consolida a 177 dollari dopo che la Cina ha citato una violazione dell'antitrust nell'accordo con Mellanox
Il 16 settembre il titolo Nvidia è scambiato a 177,31 dollari, in calo dello 0,3% nelle ultime 24 ore, riflettendo una reazione misurata ma negativa all'intensificarsi delle pressioni normative da parte della Cina. Il range intraday si è leggermente ristretto tra 172,54 e 178,26 dollari.
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In evidenza
- Il titolo Nvidia è sceso dello 0,3% a 177,31 dollari dopo che la Cina ha approfondito la sua indagine antitrust sull'accordo con Mellanox.
- Il supporto tecnico si colloca intorno ai $175, con una resistenza vicino ai $185 e il rischio di un calo verso i $160 se la pressione si intensifica.
- Un rimbalzo verso $190-$200 rimane possibile se le sanzioni sono minori e le restrizioni alle esportazioni si stabilizzano.
Sul fronte tecnico, Nvidia rimane in un trend rialzista di lungo periodo, sostenuto da una consistente domanda istituzionale di titoli azionari legati all'intelligenza artificiale. Tuttavia, sul grafico giornaliero, il titolo sembra essere entrato in una fase di consolidamento a breve termine, determinata dall'incertezza normativa e da una più ampia rotazione settoriale. La zona di supporto immediato si trova tra 170 e 175 dollari, un'area in cui NVDA ha storicamente attratto gli acquirenti. Una rottura al di sotto di questa zona potrebbe innescare un ulteriore ribasso verso l'area dei 160$-165$, dove la media mobile a 50 giorni potrebbe offrire un ulteriore supporto tecnico.
Al rialzo, la resistenza è prevista tra 180 e 185 dollari, vicino ai recenti massimi e alle soglie psicologiche. Per riprendere lo slancio verso l'alto, Nvidia dovrebbe superare questo tetto con volumi convincenti e titoli macro positivi. Se il settore dei semiconduttori si stabilizzasse e le notizie dalla Cina si raffreddassero, sarebbe possibile un nuovo test della fascia 190-200 dollari.

Dinamica del prezzo delle azioni Nvidia (luglio 2025 - settembre 2025). Fonte: TradingView
Nonostante l'attuale ripiegamento, gli indicatori tecnici di momentum come RSI e MACD non segnalano ancora condizioni di profondo ipervenduto. Ciò suggerisce che il sell-off rimane ordinato piuttosto che guidato dal panico, ma il rischio di una correzione più netta rimane se continuano a emergere catalizzatori negativi. Anche i modelli di volume indicano che la pressione di vendita non sta accelerando in modo aggressivo, indicando una posizione di mercato cauta, piuttosto che timorosa. Tuttavia, una rottura al di sotto della zona di supporto di 170 dollari con un forte volume potrebbe cambiare rapidamente il sentiment e innescare una vendita algoritmica.
L'indagine antitrust della Cina aumenta il rischio strategico per l'impronta asiatica di Nvidia
La recente flessione del prezzo delle azioni di Nvidia è direttamente collegata alle notizie dell'Amministrazione statale cinese per la regolamentazione del mercato (SAMR), che ha esteso un'indagine antitrust sull'acquisizione di Mellanox Technologies da parte di Nvidia nel 2020. Le autorità di regolamentazione cinesi sostengono che Nvidia non ha rispettato le condizioni antimonopolistiche legate a tale transazione e un'indagine preliminare ha rilevato segni di non conformità.
Le conseguenze di questa indagine potrebbero essere gravi. La Cina ha l'autorità per imporre pesanti sanzioni finanziarie, limitare le vendite di prodotti all'interno del Paese o addirittura limitare le partnership strategiche di Nvidia con i fornitori cinesi di data center e cloud. È importante notare che questo avviene in un momento in cui i controlli sulle esportazioni degli Stati Uniti stanno già mettendo sotto pressione la capacità di Nvidia di distribuire chip AI di fascia alta, come l'A100 e l'H100, ai clienti cinesi. L'azienda aveva creato un chip H20 modificato per aggirare le restrizioni statunitensi, ma anche le vendite di questo chip sono ora ostacolate da ritardi nella concessione di licenze e normative.
Dal punto di vista geopolitico, questa mossa della Cina può essere interpretata come parte del più ampio disaccoppiamento tecnologico tra Stati Uniti e Cina. La decisione di Pechino di inasprire l'indagine può anche essere uno strumento di contrattazione strategica, potenzialmente segnalando che la cooperazione tecnologica rimarrà condizionata all'approvazione delle normative cinesi. Il momento è particolarmente critico, visto che gli Stati Uniti hanno recentemente raddoppiato i divieti all'esportazione di semiconduttori e che aziende cinesi come Huawei stanno spingendo in modo aggressivo sul mercato dei chip AI.
Le prospettive di prezzo sono ribassiste, con rischio di ribasso a 165 dollari.
Considerato il peso della regolamentazione cinese, le prospettive di prezzo a breve termine di Nvidia sono leggermente ribassiste. L'ipotesi di base più probabile è la continuazione di un consolidamento laterale all'interno di una fascia compresa tra 165 e 185 dollari, con il livello di 175 dollari che funge da perno fondamentale. Se i titoli normativi si intensificano o portano a sanzioni concrete, Nvidia potrebbe scendere fino a ritestare l'intervallo di $160-$165, soprattutto se sommata al sentimento negativo del settore dei chip in generale.
In uno scenario più costruttivo, in cui la Cina optasse per il dialogo o emettesse solo sanzioni di lieve entità, Nvidia potrebbe registrare un rimbalzo verso il livello di 190-200 dollari. Tuttavia, ciò richiederebbe probabilmente la conferma che le restrizioni alle esportazioni non si inaspriscano ulteriormente e che la guidance sugli utili del terzo trimestre rimanga intatta. Anche il sentiment degli investitori dovrebbe migliorare, in particolare per quanto riguarda le relazioni tecnologiche tra Stati Uniti e Cina e la chiarezza sui futuri rischi normativi.
Gliinvestitori miliardari Philippe Laffont di Coatue Management e Chase Coleman di Tiger Global hanno aumentato sensibilmente le loro partecipazioni in Nvidia, segnalando una forte convinzione nel superciclo dell'IA. Le loro mosse evidenziano un più ampio spostamento degli hedge fund verso le aziende che dominano l'infrastruttura dell'IA, rafforzando il ruolo di Nvidia come asset fondamentale nella corsa ai semiconduttori.
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