Le azioni LVMH scendono sotto i 507 euro, mentre Arnault critica il piano di tassazione patrimoniale al 2%
Al 22 settembre, il titolo LVMH viene scambiato a 506,60 euro, in calo dello 0,8% nelle ultime 24 ore. Il titolo ha subito una moderata pressione nell'ultimo trimestre, a causa delle preoccupazioni legate al calo della domanda di lusso in Asia.
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I dati salienti
- Le azioni LVMH sono scese dello 0,8% a 506,60 euro a causa dell'intensificarsi dei segnali tecnici ribassisti, con l'RSI a 42 e il prezzo al di sotto delle principali medie mobili.
- L'amministratore delegato Bernard Arnault ha messo in guardia contro la proposta di una tassa patrimoniale del 2% sui patrimoni superiori a 100 milioni di euro, citando i rischi per l'economia francese.
- Una rottura al di sotto del supporto di 502 euro potrebbe innescare un ulteriore ribasso verso 484 euro nel breve termine.
Dalla fine di luglio si è formato un chiaro canale discendente, con massimi e minimi inferiori che definiscono la struttura. Il mancato recupero della zona di resistenza di 520-525 euro all'inizio di settembre ha portato a un nuovo crollo, con i recenti minimi che hanno testato il livello di supporto critico a 502,00 euro. Questo livello ha tenuto più volte nel terzo trimestre, fungendo da pavimento a breve termine. Tuttavia, una rottura decisiva al di sotto di €502 aprirebbe la strada alla prossima zona di supporto a €484-€488, che corrisponde al minimo di maggio.
Anche gli indicatori di momentum confermano la configurazione ribassista. L'indice di forza relativa (RSI) a 14 giorni si attesta a 42, con una tendenza al ribasso ma non ancora in territorio di ipervenduto, suggerendo spazio per un ulteriore ribasso. Il MACD (Moving Average Convergence Divergence) rimane al di sotto della linea di segnale, con le barre dell'istogramma che mostrano un crescente slancio ribassista. Inoltre, l'oscillatore stocastico sta virando verso il basso dalla linea mediana, segnalando un indebolimento della pressione d'acquisto e il potenziale per una nuova discesa.

Dinamica del prezzo delle azioni LVMH (luglio 2025 - settembre 2025). Fonte: TradingView
Il volume è stato da neutro a leggermente in calo, riflettendo una mancanza di convinzione di acquisto. In particolare, i recenti giorni di ribasso hanno visto un volume superiore alla media rispetto ai giorni di rialzo, un classico segnale di distribuzione in termini tecnici. La resistenza a breve termine si trova a €515, seguita da €525 (50-DMA), che deve essere recuperata per cambiare il sentiment. Una rottura al di sopra di questa zona potrebbe portare al test della 200-DMA a 548,70 euro, ma questo scenario appare improbabile senza un catalizzatore.
Arnault respinge la proposta di imposta sul patrimonio
LVMH si trova ora ad affrontare anche i venti contrari della regolamentazione in Francia. Il 21 settembre, l'amministratore delegato Bernard Arnault ha denunciato pubblicamente la proposta di una "tassa sui miliardari" destinata agli individui con un patrimonio superiore ai 100 milioni di euro. L'imposta proposta imporrebbe una tassa annuale del 2% sulle grandi fortune e ha ottenuto un notevole consenso da parte dei partiti di sinistra e dell'opinione pubblica francese: recenti sondaggi mostrano un'adesione dell'86%.
Arnault ha definito il piano "pericoloso e controproducente", avvertendo che potrebbe portare alla fuga di capitali e al deterioramento dell'ambiente imprenditoriale francese. Il governo francese è sotto pressione per colmare il crescente deficit di bilancio e ha ipotizzato aumenti fiscali più ampi sulle grandi aziende, tra cui un aumento temporaneo per le società che guadagnano più di 1 miliardo di euro all'anno. Se venisse attuato, LVMH stima che il suo onere fiscale aggiuntivo potrebbe aumentare di 700-800 milioni di euro.
Questi sviluppi arrivano in un momento politicamente delicato. Il governo centrista, guidato dal primo ministro Lecornu, sta negoziando le misure di bilancio 2026 con i partiti dell'opposizione. Il mancato sostegno parlamentare a queste proposte potrebbe far scattare un voto di fiducia. Per LVMH e altre grandi aziende francesi, il clima politico introduce nuove incertezze sulla politica fiscale e sulla pianificazione fiscale.
Prospettive di prezzo e scenari di investimento
Nei prossimi 6-12 mesi, LVMH dovrà affrontare una serie di venti contrari. La domanda di moda e alcolici di fascia alta si sta attenuando, soprattutto in Cina e Giappone, mentre Europa e Stati Uniti mostrano una stagnazione. Se la spesa discrezionale rimane contenuta, in particolare nei principali mercati asiatici, LVMH potrebbe faticare a tornare a una crescita organica dei ricavi nel breve termine. È probabile che la pressione sui margini persista, dal momento che i costi rimangono appiccicosi e il potere di determinazione dei prezzi diventa più difficile da esercitare senza erodere la domanda.
In uno scenario ribassista - con una domanda debole, una pressione fiscale sostenuta e una continua incertezza macroeconomica - il titolo LVMH potrebbe scendere di un altro 10-15% rispetto ai livelli attuali, attestandosi nella fascia 450-470 euro. Tuttavia, in uno scenario più costruttivo, in cui la domanda asiatica si stabilizza, il ciclo della moda migliora e i rischi fiscali si attenuano, le azioni potrebbero rimbalzare al di sopra dei 530 euro, sostenute dal recupero dei margini e da un forte flusso di cassa.
Secondo quanto riferito, LVMH starebbe studiando una potenziale acquisizione di Giorgio Armani, valutata tra i 5 e i 7 miliardi di dollari, con l'obiettivo di sfruttare la scarsità del marchio e l'attrattiva dell'eredità in un mercato del lusso in via di consolidamento. TD Cowen evidenzia le sinergie strategiche nella pelletteria, nel marketing globale e nella scala operativa, sottolineando al contempo l'importanza di mantenere l'autonomia creativa e la disciplina dei prezzi di Armani.
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