Le azioni Tesla salgono del 5% nonostante la possibile uscita di Musk dal piano di retribuzione da 1.000 miliardi di dollari
Al 28 ottobre, il titolo Tesla è scambiato a 455,68 dollari, in rialzo del 5% nelle ultime 24 ore, riflettendo un modesto rimbalzo a breve termine dopo la recente pressione di vendita. Il titolo rimane al di sotto del suo recente massimo di 460 dollari, in calo rispetto al picco annuale vicino ai 490 dollari.
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I punti salienti
- Le azioni Tesla sono salite del 5% a 455,68 dollari nonostante l'incertezza sul pacchetto retributivo da 1.000 miliardi di dollari di Elon Musk.
- Il consiglio di amministrazione ha avvertito che Musk potrebbe lasciare la società se gli azionisti rifiutassero il piano.
- Le preoccupazioni degli investitori aumentano per i rischi di governance e la potenziale instabilità della leadership.
Tesla è attualmente scambiata al di sotto della sua media mobile a 50 giorni, che funge da resistenza a breve termine, mentre è ancora comodamente al di sopra della sua media mobile a 200 giorni, attualmente intorno ai 420 dollari. Questa struttura suggerisce che il trend rialzista a medio termine potrebbe essere ancora intatto, ma il momentum a breve termine rimane debole. Un movimento sostenuto al di sopra della media a 50 giorni sarebbe il primo segnale di un rinnovato interesse rialzista.
Al ribasso, i livelli di supporto si stanno formando intorno all'intervallo 430$-440$, che coincide con una recente zona di consolidamento e con il limite inferiore del rally di settembre. Una rottura decisiva al di sotto di 430 dollari potrebbe spostare il trend ribassista, aprendo la porta a un supporto più profondo vicino a 400 dollari, che si allinea con la media a 200 giorni e con il supporto psicologico a numeri tondi. Se viene violato, la prossima zona di domanda si trova vicino a 375-380 dollari.

Dinamica del prezzo delle azioni Tesla (agosto 2025 - ottobre 2025). Fonte: TradingView
In termini di indicatori, l'indice di forza relativa (RSI) sul grafico giornaliero si aggira appena al di sotto di 50, suggerendo una tendenza neutrale, anche se con il potenziale di diventare rialzista se il prezzo chiude al di sopra di 470 dollari. Il MACD rimane in territorio negativo, ma l'istogramma mostra i primi segni di crossover rialzista, indicando che gli acquirenti potrebbero rientrare sulle flessioni. Anche la volatilità è aumentata in modo significativo, con un volume medio giornaliero che ha superato i 100 milioni di azioni, indicando il nervosismo degli investitori o il riposizionamento in vista di un potenziale catalizzatore fondamentale.
Il piano di retribuzione da 1.000 miliardi di dollari di Musk solleva bandiere rosse sulla governance
Il titolo principale che domina le prospettive di Tesla non è legato ai veicoli o alla produzione, ma piuttosto al futuro del suo CEO. In un raro avvertimento pubblico, il presidente del consiglio di amministrazione di Tesla, Robyn Denholm, ha avvertito che Elon Musk potrebbe lasciare l'azienda se gli azionisti rifiutassero la proposta di un pacchetto di compensi da 1.000 miliardi di dollari, che è in programma per il voto. Il piano prevede 12 tranche di stock option legate a traguardi molto aggressivi, come il raggiungimento di una capitalizzazione di mercato di 8,5 trilioni di dollari, la vendita di 20 milioni di veicoli all'anno e la distribuzione commerciale di robotaxi autonomi.
La proposta sta subendo forti pressioni da parte dei consulenti istituzionali. ISS (Institutional Shareholder Services) ha criticato il pacchetto perché eccessivo, sottolineando la mancanza di una clausola che imponga a Musk di dedicarsi a tempo pieno a Tesla. I critici sostengono che il piano fa poco per garantire la concentrazione dell'esecutivo, soprattutto in considerazione del coinvolgimento di Musk in altre società come SpaceX e X (ex Twitter). C'è anche preoccupazione per la diluizione, in quanto l'emissione di un volume così elevato di stock option potrebbe indebolire il valore per azione nel tempo.
Anche i fondamentali aziendali di Tesla sono sotto pressione. La domanda di veicoli elettrici è in calo in Nord America e in parte dell'Europa, mentre i concorrenti cinesi come BYD continuano a praticare prezzi aggressivamente inferiori. I margini di produzione sono compressi dai costi di produzione delle batterie e dalla necessità di frequenti tagli dei prezzi per stimolare la domanda. Inoltre, i venti contrari macroeconomici, come i tassi di interesse elevati e l'indebolimento del sentimento dei consumatori, incidono sugli acquisti discrezionali come i veicoli elettrici. Il rischio che Musk se ne vada - o che riduca la sua attenzione - aggiunge un livello di incertezza che i mercati tendono a penalizzare pesantemente, soprattutto per le società guidate da fondatori.
Cauto rialzo se la governance si stabilizza
Da un punto di vista tattico, la quotazione di Tesla si trova tra due forze principali: il supporto tecnico e l'incertezza fondamentale. Se il titolo riuscirà a mantenersi al di sopra del livello di 430 dollari e il sentiment migliorerà sul piano di retribuzione - in particolare se otterrà l'approvazione degli azionisti o se la società offrirà rassicurazioni sul ruolo futuro di Musk - è probabile un rally verso i 480 dollari. Questo livello ha agito sia come supporto che come resistenza negli ultimi mesi e rimane l'immediata barriera al rialzo.
Una chiusura al di sopra di $480 sposterebbe il momentum in modo favorevole e potrebbe innescare un movimento verso $500-$520, soprattutto se gli utili o le consegne del prossimo trimestre dovessero sorprendere al rialzo. Tuttavia, un ulteriore deterioramento della percezione della governance aziendale o la pressione macro potrebbero portare a un nuovo test di 400 dollari, o anche più in basso verso 375 dollari, che è la prossima importante zona di supporto settimanale.
L'ex CEO di Stellantis, Carl-Peter Forster, ha avvertito che Tesla potrebbe non sopravvivere al prossimo decennio nella sua forma attuale a causa dell'aumento della concorrenza e del cambiamento del panorama dei veicoli elettrici. Ha sottolineato la crescente pressione esercitata da aziende cinesi come BYD e dalle case automobilistiche tradizionali che stanno rapidamente espandendo le loro offerte elettriche.
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