La coppia EUR/USD si mantiene a 1,16 dollari mentre gli operatori attendono i dati sull'occupazione negli Stati Uniti e si crea pressione intorno alla linea di tendenza chiave
La coppia EUR/USD è stabile vicino a 1,16 dollari, dopo essersi allontanata dal massimo della settimana scorsa a 1,165 dollari, mentre gli operatori si preparano al rapporto sui salari non agricoli degli Stati Uniti. La coppia si trova in un range ristretto, tra un dollaro americano che si sta ammorbidendo e un euro ancora limitato da una dominante linea di tendenza discendente che ha bloccato ogni rally dalla fine di settembre.
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I punti salienti
- La coppia EUR/USD si mantiene a 1,16 dollari in vista dell'uscita dei NFP statunitensi, mentre la volatilità rimane contenuta.
- La coppia scambia all'interno della principale banda di Fibonacci, con resistenza a $1,165-$1,168.
- Le aspettative per un taglio dei tassi della Fed a dicembre scendono dal 62% al 43%, dando sostegno al dollaro.
La struttura riflette un mercato in attesa di catalizzatori. La coppia EUR/USD continua a ruotare tra le zone di ritracciamento conosciute, mentre gli acquirenti cercano di difendere il supporto intorno all'EMA a 20 giorni. Senza un breakout al di sopra dei massimi recenti, la coppia rimane senza direzione e gli operatori guardano ai dati di giovedì per avere chiarezza.
Il quadro tecnico mostra l'EUR/USD intrappolato all'interno di una struttura di ritracciamento chiave
La coppia sta attualmente operando all'interno di un'ampia banda di Fibonacci che abbraccia i livelli di ritracciamento da 0,382 a 0,618, da 1,1184 a 1,1822 dollari. Il rifiuto della scorsa settimana tra 1,165 e 1,168 dollari si è allineato esattamente con il ritracciamento di 0,618, rafforzando un pesante strato di offerta sopra la testa. I venditori continuano a difendere questa fascia, limitando i tentativi rialzisti.

Dinamica dei prezzi EUR/USD (Fonte: TradingView)
Al ribasso, il prezzo si trova al di sopra dell'EMA a 20 giorni vicino a 1,159 dollari, un livello che ha mantenuto il supporto durante i precedenti pullback. Una rottura al di sotto di questa media segnalerebbe una perdita di slancio e alzerebbe il rischio di ribasso verso 1,154 dollari, il prossimo supporto strutturale. Al di sotto di questo, i livelli più profondi si trovano a 1,14 e 1,134 dollari, entrambi ancorati a consolidamenti durante i mesi estivi.
Sebbene la coppia EUR/USD sia uscita dal cuneo discendente di ottobre - una struttura che spesso precede l'estensione del rialzo - si trova ancora al di sotto di una più ampia linea di tendenza discendente tracciata dal picco di 1,1818 dollari. Questa linea di tendenza rimane l'ostacolo principale alla ripresa. La coppia affronta una resistenza stratificata all'EMA a 50 giorni vicino a 1,162 dollari, seguita da 1,168 dollari e poi da 1,172 dollari, il massimo di metà ottobre che funge da importante innesco del breakout. Senza una chiusura giornaliera al di sopra di queste zone, ogni rimbalzo rischia di trasformarsi in una mossa correttiva piuttosto che in un cambio di tendenza sostenuto.
I segnali di momentum rafforzano questa neutralità. L'RSI si è stabilizzato intorno a 55, senza mostrare né un'accelerazione rialzista né una rottura ribassista. Gli acquirenti non sono riusciti a spingere il momentum al di sopra di 60, mentre i venditori non sono stati in grado di trascinare l'indicatore al di sotto di 40. Questo comportamento rangebound rispecchia il comportamento generale del mercato. Questo comportamento rangebound rispecchia il mercato FX più ampio, che è stato cauto e molto reattivo ai dati macro in arrivo.
I cambiamenti macro e le aspettative politiche determinano le prossime mosse
Le aspettative di un taglio dei tassi della Federal Reserve a dicembre si sono affievolite dal 62% al 43%, offrendo un modesto sostegno al dollaro e limitando il potenziale di rialzo immediato per EUR/USD. Le osservazioni del vicepresidente della Fed Philip Jefferson, che ha sottolineato l'aumento dei rischi per l'occupazione, sottolineano che i responsabili politici rimangono cauti nell'alleggerire troppo rapidamente la situazione. I mercati guardano ora al rapporto NFP per una conferma. Una stampa debole potrebbe indebolire il dollaro e sollevare EUR/USD verso 1,168 e 1,172 dollari, mentre un rapporto forte spingerebbe la coppia verso 1,154 dollari.
I fondamentali dell'Eurozona forniscono poca forza direzionale. La maggior parte dei responsabili politici della BCE ha espresso la preferenza per il mantenimento dei tassi, lasciando il blocco senza un chiaro catalizzatore politico. Di conseguenza, la traiettoria a breve termine dell'euro dipende quasi interamente dai dati statunitensi e dal sentimento di rischio globale. Per il momento, EUR/USD si trova in un punto di inflessione decisivo. Il mantenimento di 1,16 dollari preserva l'equilibrio all'interno della struttura, consentendo un potenziale test della resistenza se il dollaro si ammorbidisce. La perdita di questo supporto sposterebbe lo slancio a favore dei venditori e aumenterebbe il rischio di un movimento verso la fascia estiva inferiore. Al contrario, il recupero di 1,165 dollari e la garanzia di una chiusura al di sopra di 1,172 dollari segnerebbero il primo significativo cambiamento di momentum da settimane.
Prospettive in attesa di dati di mercato
La coppia EUR/USD rimane bloccata in una fase di consolidamento, in attesa di conferme dai dati economici che potrebbero dare il tono per il resto della settimana. La strada da percorrere dipenderà dal fatto che i dati sul lavoro degli Stati Uniti rafforzino la recente forza del dollaro o ravvivino le aspettative di tagli precedenti. Fino ad allora, è probabile che la coppia rimanga in una fascia di oscillazione, con gli operatori che si concentreranno sulla reazione dei prezzi ai livelli di supporto e resistenza stabiliti.
Nelle analisi precedenti, abbiamo evidenziato la difficoltà dell'euro a rompere la linea di tendenza discendente nonostante la forza intermittente. Il comportamento odierno dei prezzi continua a riflettere questo tema, con la coppia EUR/USD che mantiene il supporto ma non riesce a sfuggire al più ampio trend discendente che domina dalla fine di settembre.
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