L’Iran intensifica i negoziati mentre continua lo stallo su Hormuz
L’Iran ha dichiarato che la diplomazia resta l’unica via d’uscita dal conflitto con Stati Uniti e Israele, dopo che il presidente Donald Trump ha respinto l’ultima proposta di Teheran per riaprire lo Stretto di Hormuz. Nonostante il rifiuto, entrambe le parti hanno lasciato spazio a ulteriori negoziati, mentre i combattimenti e le interruzioni dei flussi energetici continuano a pesare sulla regione e sui mercati globali.
Punti chiave
- L’Iran afferma che i negoziati restano la via per riaprire lo Stretto di Hormuz.
- Trump ha respinto l’ultima proposta di Teheran, ma questa settimana sono attesi ulteriori colloqui.
- La disputa continua a interessare una rotta fondamentale per le spedizioni globali di petrolio.
Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato che Teheran non aveva ricevuto un rifiuto formale dagli Stati Uniti attraverso i mediatori che gestiscono i negoziati indiretti e che avrebbe atteso una risposta ufficiale prima di decidere il prossimo passo, ha riferito Reuters. Trump, intanto, ha dichiarato di aspettarsi che i negoziatori statunitensi tengano ulteriori colloqui con l’Iran questa settimana. Nel frattempo, il Qatar e altri mediatori regionali continuano a fare da tramite tra le due parti.
Hormuz resta al centro dei negoziati
L’Iran ha presentato la sua ultima proposta durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Il piano collegava la riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa di negoziati più ampi a misure statunitensi, tra cui la revoca del blocco navale, l’allentamento delle restrizioni sulle vendite di petrolio iraniano e il ripristino di un cessate il fuoco regionale.
Trump ha respinto la proposta sabato. I due governi restano divisi sulla sequenza delle iniziative: Teheran chiede modifiche alla pressione economica e militare degli Stati Uniti prima di far avanzare i negoziati più ampi, mentre Washington vuole che le concessioni sul nucleare facciano parte del processo.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha inoltre indicato che Teheran è pronta a discutere il proprio programma nucleare, insistendo però sul fatto che qualsiasi accordo debba essere reciproco.
Il conflitto regionale aumenta la posta in gioco
I negoziati si svolgono sullo sfondo di un conflitto che dura da quasi sette mesi e ha interrotto il traffico commerciale attraverso Hormuz. La guerra è iniziata con i raid statunitensi e israeliani contro l’Iran il 28 febbraio e da allora si è estesa in tutta la regione, con le forze iraniane e alleate che prendono di mira i partner degli Stati Uniti e le rotte marittime.
Hormuz è al centro delle conseguenze economiche. Sebbene il traffico delle petroliere continui sotto la protezione degli Stati Uniti, i volumi restano inferiori ai livelli prebellici, lasciando i mercati energetici sensibili agli sviluppi dei negoziati.
I prezzi del petrolio salgono mentre persiste l’incertezza diplomatica
I futures sul petrolio sono saliti mentre i trader valutavano le prospettive diplomatiche incerte e il rischio di ulteriori interruzioni nell’area di Hormuz. I futures sul Brent con scadenza a dicembre sono aumentati del 2,07% a 99,46 $ al barile, secondo gli ultimi dati di mercato disponibili, mentre i futures sul WTI con scadenza a novembre sono saliti del 2,43% a 94,66 $ al barile.
I rialzi sottolineano quanto i mercati petroliferi restino legati ai negoziati. Un accordo che ripristinasse un traffico più regolare attraverso Hormuz potrebbe allentare i timori sull’offerta, mentre uno stallo prolungato manterrebbe incorporato nei prezzi del greggio un premio per il rischio geopolitico.
In precedenza, avevamo riferito che i rischi del conflitto tra Stati Uniti e Iran aumentano dopo che Trump ha respinto una proposta condizionata sullo Stretto di Hormuz.
Ultime notizie su Iran war
- Forex
- Crypto