Var Energi amplia il portafoglio nel Mare del Nord con una quota nel giacimento Peon

Var Energi amplia il portafoglio nel Mare del Nord con una quota nel giacimento Peon
Var Energi espande in Norvegia

Var Energi rafforza la propria presenza nell'area di Gjoa con un accordo di scambio di asset con Equinor sulla piattaforma continentale norvegese. L'operazione punta a sostenere l'estensione della vita economica dell'hub di Gjoa fino a circa il 2045 e a incrementare la produzione del gruppo dal 2030 circa.

In evidenza

  • Var Energi acquisisce una partecipazione del 32,5% nel giacimento di gas Peon da Equinor, cedendo quote nei campi Fram, Mulder e Grosbeak.
  • Le risorse recuperabili lorde di Peon sono stimate tra 105 e 195 milioni di barili di petrolio equivalente e si trova a circa 60 km da Gjoa.
  • L'accordo avrà impatto limitato sulla produzione nel breve termine, ma Var Energi prevede contributi significativi dal 2030, puntando a superare 400.000 barili/giorno.

Scambio di asset nell'area di Gjoa

Come riportato da Borsa Italiana, Var Energi, controllata da Eni e quotata a Oslo, ha siglato un accordo con Equinor per acquisire una partecipazione del 32,5% nella scoperta di Peon, uno dei maggiori giacimenti di gas non ancora sviluppati nella parte nord-occidentale della piattaforma continentale norvegese.

In cambio, la società cederà una quota del 5% nel giacimento di Fram, inclusa una partecipazione del 40% nella scoperta di Mulder, subordinatamente alla separazione del giacimento stesso. Var Energi trasferirà inoltre la propria quota del 5% nella scoperta di Grosbeak.

Peon si trova a circa 60 chilometri a nord-ovest di Gjoa ed è considerato un asset strategico per un possibile collegamento alle infrastrutture esistenti. Le risorse recuperabili lorde del giacimento sono stimate tra 105 e 195 milioni di barili di petrolio equivalente.

Impatto su produzione e strategia di lungo termine

L'operazione ha un effetto limitato sulla produzione nel breve termine, ma Var Energi prevede un contributo crescente dal 2030 circa, con l'avvio della produzione di Peon. Questo sviluppo sostiene l'obiettivo di lungo periodo della società di superare i 400.000 barili di petrolio equivalente al giorno.

Secondo l'amministratore delegato Nick Walker, la transazione consolida la posizione del gruppo in uno dei suoi principali hub operativi e si inserisce nella strategia di continuo miglioramento del portafoglio. L'aumento della partecipazione e il ruolo di operatore del giacimento di Peon, nelle parole del manager, aggiungono risorse rilevanti e rafforzano la capacità di generare valore di lungo termine attraverso le infrastrutture già presenti.

In un nostro precedente approfondimento sulle mosse internazionali di Eni, abbiamo analizzato l’ampliamento del portafoglio upstream con l’acquisizione di una quota in blocchi nel bacino di Vaca Muerta e l’avvio di un progetto di gas offshore in Libia, iniziative orientate a sostenere crescita e diversificazione. L’articolo evidenziava inoltre un quadro tecnico di breve periodo misto per il titolo ENI, a fronte di una strategia industriale volta a rafforzare l’esposizione al gas e le prospettive di lungo termine.

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