Confindustria rilancia la Zes unica e chiede un modello rapido per Italia e Ue
Nel dibattito sulla competitività industriale e sulla semplificazione amministrativa, la Zes unica viene indicata come un modello da rafforzare. Emanuele Orsini sostiene che la misura abbia già mobilitato ritorni molto superiori all'investimento pubblico e abbia accelerato nuove assunzioni nel Mezzogiorno.
In evidenza
- Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini segnala che la Zes unica ha generato 55-56 miliardi di euro da un investimento statale di 5,5 miliardi, creando 60.000 posti di lavoro.
- Orsini invita la Ragioneria a stanziare ulteriori risorse e auspica che la Zes unica diventi misura strutturale, grazie anche a risposte amministrative garantite entro 60 giorni.
- Orsini propone di estendere il modello Zes all'Italia e all'Ue per ridurre i costi della burocrazia, stimati in 80 miliardi di euro.
Zes unica, risultati e proposta di estensione
Come riporta Borsa Italiana Radiocor, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini definisce la Zes una "soluzione vincente" intervenendo all'Annual Meeting 2026 del Gruppo Tecnico Confindustria Imprese Estere alla Luiss, a Roma. Secondo Orsini, lo Stato ha investito circa 5,5 miliardi di euro e la misura ne ha resi 55-56, accelerando inoltre l'assunzione di 60.000 nuovi addetti.Per il presidente di Confindustria, si tratta di uno strumento sul quale la Ragioneria dovrebbe destinare ulteriori risorse, con l'auspicio che continui e diventi strutturale. Orsini collega il successo della Zes unica anche alla capacità di dare una risposta alle richieste delle imprese in 60 giorni.
Semplificazione amministrativa e impatto sul sistema produttivo
Nel suo intervento, Orsini propone di replicare quella rapidità procedurale su scala più ampia, chiedendosi perché non si possa realizzare una "Zes italiana" o una "Zes europea", mantenendo allo stesso tempo le tutele per gli investimenti destinati al Sud. La proposta inserisce la Zes nel confronto più ampio sulle politiche industriali e sugli strumenti per ridurre i tempi amministrativi.Il richiamo alla semplificazione si lega anche al costo della burocrazia italiana, che Orsini quantifica in 80 miliardi di euro. In questa prospettiva, la sfida per il sistema produttivo resta quella di trasferire il modello della Zes, basato su procedure più semplici e veloci, ad altri ambiti dell'economia nazionale e dell'Unione europea.
Nel nostro precedente approfondimento sul Quadro finanziario pluriennale UE 2028-2034 abbiamo ricostruito perché il negoziato stia entrando nella fase decisiva e come la governance del bilancio influenzi la ripartizione delle risorse tra coesione e competitività. Abbiamo anche riepilogato le principali voci della proposta, dal sostegno ai territori ai fondi per la competitività e l’innovazione, evidenziando i nodi politici legati a possibili tagli a ricerca e politiche industriali.
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