Le Borse europee avviano la seduta in calo, petrolio e tensioni in Medio Oriente pesano sui mercati
I mercati azionari europei aprono in territorio negativo mentre la nuova escalation in Medio Oriente sostiene il petrolio e indebolisce il sentiment degli investitori. A frenare gli acquisti contribuiscono anche i timori su ulteriori rialzi dei tassi della Fed, alla vigilia del CPI U.S. e dell'avvio della testimonianza al Congresso del neo-presidente Kevin Warsh.
In evidenza
- Lo STOXX 600 apre in calo dello 0,6% mentre il Brent guadagna oltre il 2% e tocca 85 dollari sui timori geopolitici in Medio Oriente.
- Il FTSE MIB perde lo 0,62% interrompendo tre sedute positive, con Eni (+1,65%) e Tenaris (+1,10%) in rialzo tra gli energetici.
- Sui mercati obbligazionari, lo spread sale a 85 punti base (in aumento di 6), mentre il BTP decennale rende il 3,91%.
Avvio debole dei listini e tensione su energia e tassi
Come riporta Borsa Italiana, lo STOXX 600 cede lo 0,6% in avvio, con i mercati che reagiscono al peggioramento del quadro geopolitico in Medio Oriente e al blocco navale U.S. sulle spedizioni iraniane annunciato da Donald Trump. Il Brent sale di oltre il 2% e tocca un massimo di un mese vicino a 85 dollari, dopo il balzo del 9,6% della seduta precedente, mentre pesa anche l'annuncio di una tassa del 20% sul traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.Sul fronte monetario, le dichiarazioni del governatore della Fed Christopher Waller alimentano cautela, dopo l'avvertimento su possibili nuovi rialzi dei tassi se l'inflazione resta sopra il target del 2%. L'attenzione del mercato si concentra inoltre sulla pubblicazione del CPI U.S. e sull'inizio della testimonianza al Congresso del nuovo presidente della banca centrale.
Tra i dati macroeconomici, i prezzi all'ingrosso della Germania registrano a giugno 2026 un calo dello 0,7% su base mensile, dopo il +0,6% del mese precedente. Sul mercato valutario, l'euro contro il dollaro U.S. resta sui livelli della vigilia con una variazione del +0,07%, mentre l'oro avanza dello 0,66% e il Light Sweet Crude Oil sale del 2,72% a 80,27 dollari al barile.
Piazza Affari in rosso, reggono energetici e alcuni titoli Mid Cap
A Milano, il FTSE MIB perde lo 0,62% e interrompe una serie di tre rialzi consecutivi avviata giovedì scorso; il FTSE Italia All-Share arretra dello 0,59% a 55.148 punti. In calo anche il FTSE Italia Mid Cap, che cede lo 0,44%, e il FTSE Italia Star, in flessione dello 0,3%.Fra le principali piazze europee, Francoforte segna -0,44%, Londra -0,32% e Parigi -0,71%. Sul mercato obbligazionario, lo spread sale a 85 punti base, in aumento di 6 punti base, mentre il rendimento del BTP decennale si attesta al 3,91%.
Nel listino principale milanese si mettono in evidenza Eni, in rialzo dell'1,65%, e Tenaris, in progresso dell'1,10%, in un contesto favorevole ai titoli energetici; fra le eccezioni positive compare anche Nexi. Sul lato opposto, Leonardo scende del 2,11%, Brunello Cucinelli perde l'1,97%, Moncler cede l'1,56% e Fincantieri arretra dell'1,46%.
Nel FTSE MidCap avanzano Interpump (+2,62%), Sesa (+0,98%), Alerion Clean Power (+0,96%) e D'Amico (+0,78%). Le peggiori performance sono invece quelle di Ferragamo (-2,99%), Brembo (-2,29%), Banca Ifis (-2,12%) e De' Longhi (-1,59%).
Nel nostro precedente articolo sull’impennata del petrolio legata alle tensioni nello Stretto di Hormuz abbiamo spiegato come l’escalation tra Stati Uniti e Iran abbia riportato il Brent e il WTI sui massimi di circa un mese. Avevamo inoltre evidenziato il calo del traffico di petroliere e gli attacchi segnalati contro alcune navi, fattori che hanno aumentato il premio per il rischio geopolitico e reso più incerta la prospettiva dell’offerta.
Ultime notizie su Brent
- Forex
- Crypto