Borse europee in calo, petrolio e tensioni in Medio Oriente pesano sui mercati

Borse europee in calo, petrolio e tensioni in Medio Oriente pesano sui mercati
Borse europee giù oggi

Le principali Borse europee avviano la seduta in territorio negativo mentre l'escalation militare in Medio Oriente sostiene i prezzi energetici e indebolisce il sentiment degli investitori. A frenare i listini contribuiscono anche i timori su possibili nuovi rialzi dei tassi della Fed, alla vigilia del CPI U.S. e dell'avvio della testimonianza al Congresso del neo-presidente Kevin Warsh.

In evidenza

  • Lo STOXX 600 apre in calo dello 0,6% mentre il Brent segna un massimo mensile vicino a 85 dollari dopo un balzo del 9,6%.
  • Le tensioni in Medio Oriente e il blocco USA sulle spedizioni iraniane, insieme ad attese su CPI e Fed, alimentano la cautela degli operatori.
  • Il FTSE MIB perde lo 0,62% trainato in ribasso da Leonardo (-2,11%) e Brunello Cucinelli (-1,97%), mentre Eni cresce dell'1,65% sostenuta dall'energia.

Avvio di seduta tra geopolitica, petrolio e attese Fed

Come riportato da Borsa Italiana, lo STOXX 600 cede lo 0,6% in apertura, mentre il Brent sale di oltre il 2% fino a un massimo di un mese vicino a 85 dollari dopo il balzo del 9,6% della seduta precedente. Sul mercato pesa la nuova escalation in Medio Oriente, insieme al blocco navale statunitense sulle spedizioni iraniane annunciato da Trump e alla tassa del 20% sul traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.

Le dichiarazioni del governatore della Fed Christopher Waller aggiungono ulteriore cautela, con l'avvertimento che nuovi rialzi dei tassi restano possibili se l'inflazione rimane sopra l'obiettivo del 2%. Gli operatori guardano ora alla pubblicazione del CPI U.S. e all'inizio della testimonianza al Congresso del neo-presidente della banca centrale Kevin Warsh, mentre sul fronte societario cresce l'attenzione per l'avvio della stagione delle trimestrali del secondo trimestre con le grandi banche U.S..

Tra le materie prime, il Light Sweet Crude Oil avanza del 2,72% a 80,27 dollari al barile, mentre l'oro registra un rialzo dello 0,66%. Sul valutario, l'euro contro il dollaro U.S. resta sui livelli della vigilia con una variazione del +0,07%.

Piazza Affari debole, tengono energia e alcuni titoli mid cap

A Milano il FTSE MIB perde lo 0,62%, interrompendo una serie di tre rialzi consecutivi iniziata giovedì scorso, mentre il FTSE Italia All-Share scende dello 0,59% a 55.148 punti. In ribasso anche il FTSE Italia Mid Cap, che cede lo 0,44%, e il FTSE Italia Star, in flessione dello 0,3%.

Fra i principali listini europei, Francoforte limita le perdite allo 0,44%, Londra arretra dello 0,32% e Parigi lascia sul terreno lo 0,71%. Sul mercato obbligazionario, lo spread sale a 85 punti base con un incremento di 6 punti base, mentre il rendimento del BTP decennale si attesta al 3,91%.

Tra le blue chip milanesi si distinguono Eni, in rialzo dell'1,65%, e Tenaris, in aumento dell'1,10%, sostenute dalla forza del comparto energetico. Sul fronte opposto, Leonardo cede il 2,11%, Brunello Cucinelli l'1,97%, Moncler l'1,56% e Fincantieri l'1,46%.

Nel FTSE MidCap si mettono in evidenza Interpump con un progresso del 2,62%, Sesa a +0,98%, Alerion Clean Power a +0,96% e D'Amico a +0,78%. Le flessioni più marcate coinvolgono invece Ferragamo, in calo del 2,99%, Brembo a -2,29%, Banca Ifis a -2,12% e De' Longhi a -1,59%.

Sul fronte macroeconomico, i prezzi all'ingrosso in Germania rallentano a giugno 2026 con un calo dello 0,7% su base mensile, dopo il +0,6% del mese precedente. Il dato rafforza il quadro di una seduta in cui gli investitori bilanciano segnali economici europei, tensioni geopolitiche e attese per le prossime mosse della Fed.

Nel nostro precedente aggiornamento sul rally del petrolio legato allo Stretto di Hormuz abbiamo spiegato come l’intensificarsi delle azioni militari tra Stati Uniti e Iran abbia riportato Brent e WTI sui massimi di circa un mese. Avevamo inoltre evidenziato il calo del traffico di petroliere e i rischi per l’offerta globale, con l’aumento dei timori dopo gli attacchi a due navi e l’emergere di un premio per il rischio geopolitico sul greggio.

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