Agcom segnala gruppi editoriali sotto soglia concentrazioni e spinge sull'aggiornamento dei criteri
Nel mercato italiano dell'editoria e della comunicazione resta centrale il tema delle tutele economiche e regolatorie per editori e giornalisti. In questo quadro, Agcom richiama il rilievo della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 12 maggio sull'equo compenso per l'uso online delle pubblicazioni giornalistiche.
In evidenza
- Agcom osserva che nessun gruppo editoriale italiano supera le soglie di concentrazione, sollecitando l'aggiornamento dei criteri per la regolazione del settore.
- La Corte di giustizia UE conferma la compatibilità della normativa italiana che riconosce agli editori diritti di equa remunerazione per l'uso online dei contenuti giornalistici.
- Le piattaforme dovranno negoziare con gli editori senza limitare la visibilità dei contenuti e fornire dati trasparenti ad Agcom per stabilire compensi equi.
Tutela del settore e quadro regolatorio
Come riportato da Borsa Italiana, citando Agcom, la decisione della Corte europea assume un rilievo particolare per la tutela degli editori, dei giornalisti e dell'intero settore della comunicazione. Il richiamo si inserisce nel dibattito sui criteri di valutazione delle concentrazioni e sul rafforzamento degli strumenti regolatori del comparto.Secondo la Corte di giustizia dell'Unione europea, la normativa italiana è compatibile con il diritto dell'Unione nella parte in cui riconosce agli editori il diritto a ottenere un'equa remunerazione per l'utilizzo online delle loro pubblicazioni di carattere giornalistico. La sentenza precisa inoltre che, in caso di disaccordo tra le parti, la remunerazione può essere determinata direttamente da un'autorità indipendente come Agcom.
Impatto su piattaforme e negoziazioni
La pronuncia europea conferma anche l'obbligo per le piattaforme che utilizzano, o intendono utilizzare, questi contenuti di avviare trattative con gli editori. Durante le negoziazioni, le piattaforme non possono limitare la visibilità dei contenuti nei risultati di ricerca, un punto che rafforza la posizione contrattuale degli operatori editoriali.La decisione impone inoltre alle piattaforme di mettere a disposizione degli editori e di un'autorità pubblica come Agcom le informazioni necessarie per determinare l'importo di una equa remunerazione. Per il settore, questo orientamento sostiene maggiore trasparenza nei rapporti con i grandi operatori digitali e consolida il ruolo dell'autorità nel bilanciamento tra mercato, pluralismo e sostenibilità economica dell'informazione.
Nel nostro precedente articolo sul dossier Consob-Esma abbiamo seguito gli sviluppi sulla nomina del nuovo presidente Consob e sulla candidatura del commissario Carlo Comporti alla guida di Esma. Abbiamo anche evidenziato la posizione di Consob: rafforzare la vigilanza europea e il coordinamento tra supervisor può aumentare l’uniformità delle regole senza svuotare le competenze delle autorità nazionali.
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