Poste Italiane beneficia del rialzo del target di UBS, focus su TIM e dividendi
Il giudizio degli analisti su Poste Italiane si rafforza mentre il gruppo mostra un andamento operativo considerato solido nel medio termine. Il nuovo target price incorpora anche il potenziale legato a TIM, con margini di crescita aggiuntivi, generazione di cassa più elevata e spazio per una politica dei dividendi più generosa.
In evidenza
- UBS alza il target price di Poste Italiane da 25,60 a 31,90 euro per azione e conferma la raccomandazione Buy, prevedendo un CAGR dell'EPS del 6% tra il 2025 e il 2030.
- Il controllo totale di TIM da parte di Poste Italiane potrebbe incrementare il valore del gruppo di oltre il 50% rispetto allo scenario base, assumendo 700 milioni di euro di sinergie entro il 2029.
- Poste prevede un rapporto indebitamento netto su EBITDA di 1,4 volte post-acquisizione nel 2026-2030, lasciando spazio per aumentare il payout dei dividendi oltre l'attuale 70%.
Revisione delle stime e scenario su TIM
Come riportato da Borsa Italiana, UBS aumenta a 31,90 euro per azione, da 25,60 euro, il target price su Poste Italiane e conferma la raccomandazione "Buy" sul titolo. La banca d'affari mantiene modifiche limitate alle stime di utile per azione per il periodo 2026-2030 e incorpora un CAGR dell'EPS del 6% tra il 2025 e il 2030.UBS riduce inoltre il costo del capitale proprio al 10%, dall'11% precedente, allineando le proprie ipotesi a quelle applicate alle banche e alle società finanziarie diversificate italiane. Il range medio di riferimento per il gruppo si colloca tra il 9,50% e il 10,5%.
Secondo gli analisti, il possibile raggiungimento del pieno controllo di TIM può sbloccare ulteriore valore. La valutazione proforma del gruppo combinato suggerisce un potenziale di rialzo superiore al 50% rispetto allo scenario base, assumendo la piena realizzazione di 700 milioni di euro di sinergie previste da Poste entro il 2029 e includendo i flussi di cassa di TIM basati sul consenso di Visible Alpha, al netto dei dividendi alle minoranze.
Impatto atteso su leva finanziaria e remunerazione
UBS ritiene anche che Poste Italiane sia in grado di migliorare gradualmente la propria posizione di indebitamento netto pro forma al di sotto del livello inizialmente previsto dalla società. Poste indica un rapporto indebitamento netto su EBITDA di 1,4 volte dopo l'acquisizione nel periodo 2026-2030.La banca vede come fattori di supporto la forte generazione di cassa combinata delle due società e l'ulteriore contributo delle sinergie potenziali. In questo scenario, Poste avrebbe margine sufficiente per aumentare la distribuzione complessiva dei dividendi oltre l'attuale payout del 70% prima di raggiungere la soglia di 1,4 volte nel rapporto tra indebitamento netto ed EBITDA durante l'orizzonte di previsione 2026-2030.
Nel nostro precedente approfondimento sull’andamento di Telecom Italia (TIT), abbiamo evidenziato un quadro tecnico di breve e medio periodo improntato alla debolezza, con il prezzo sotto le principali medie mobili e segnali prevalentemente “sell” dagli oscillatori. L’analisi indicava un range operativo stretto tra 7,91 e 8,07 euro e sottolineava che solo un recupero deciso dell’area 8,01 euro avrebbe potuto migliorare lo scenario nel breve.
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