Anief ottiene una sentenza della Consulta su permanenza in servizio e pensioni nella scuola

Anief ottiene una sentenza della Consulta su permanenza in servizio e pensioni nella scuola
Permanenza scuola oltre 70 anni

La Corte costituzionale dichiara illegittimo il limite che imponeva al personale scolastico di lasciare il servizio a 70 anni senza avere ancora maturato i contributi minimi per la pensione. La decisione allinea la permanenza in attività agli adeguamenti della speranza di vita previsti dalla normativa vigente, consentendo ai lavoratori interessati di restare fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, oggi fissati fino a 71 anni.

In evidenza

  • La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 125 depositata oggi, dichiara illegittimo il limite dei 70 anni per la permanenza in servizio del personale scolastico senza anzianità contributiva minima.
  • I lavoratori della scuola potranno rimanere in servizio fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici adeguati alle aspettative di vita, attualmente fissati fino a 71 anni.
  • Anief partecipa attivamente anche all'imminente giudizio della Consulta sul trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici, chiedendo la fine della liquidazione differita.

Sentenza su età pensionabile nella scuola

Come riportato da Borsa Italiana, con la sentenza n. 125 depositata oggi la Consulta stabilisce l'illegittimità costituzionale dell'articolo 509, comma 3, del Testo unico della scuola, nella parte in cui fissava il limite massimo di permanenza in servizio al compimento del settantesimo anno per il personale privo dell'anzianità contributiva minima necessaria per conseguire la pensione.

La Corte afferma che questo limite deve essere adeguato agli incrementi della speranza di vita già previsti dalla normativa per l'accesso alla pensione di vecchiaia. In questo modo, i lavoratori coinvolti possono rimanere in servizio fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, attualmente fissati fino a 71 anni.

Nel giudizio si costituisce Anief con una memoria presentata dagli avvocati Walter Miceli e Nicola Zampieri, su mandato del presidente nazionale Marcello Pacifico, a sostegno della docente che chiede il trattenimento in servizio. Pacifico afferma che la decisione restituisce coerenza al sistema previdenziale e tutela il diritto del personale scolastico a ottenere un trattamento pensionistico dignitoso, soprattutto nei casi segnati da precarietà e discontinuità lavorativa.

Effetti per lavoratori e contenzioso previdenziale

Anief sostiene che la pronuncia rappresenta un nuovo riconoscimento dell'attività del proprio ufficio legale nell'interpretazione e nell'affermazione dei principi del diritto nazionale ed europeo anche davanti alla Corte costituzionale.

Sul piano previdenziale, il sindacato mantiene inoltre alta l'attenzione su un'altra decisione della Consulta attesa nei primi mesi del prossimo anno, relativa al trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici. Anche in quel procedimento Anief si costituisce con una memoria e chiede il superamento definitivo del sistema di erogazione differita della liquidazione, che la stessa Corte ha già ritenuto costituzionalmente problematico.

Dopo vari interventi accolti negli ultimi anni, tra cui quello sull'autonomia differenziata e sulla preventiva definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni nel settore dell'istruzione, il sindacato rafforza così il proprio ruolo nella tutela dei diritti del personale scolastico nelle sedi di giustizia costituzionale.

Nel nostro precedente articolo sul programma “INLAV 2 – INtegrazione LAVoro Lombardia” abbiamo ricostruito i nuovi inviti progettuali e i finanziamenti (FSE+ e FAMI) per rafforzare in Lombardia il contrasto allo sfruttamento lavorativo, al lavoro sommerso e al caporalato. Il focus era sulle misure di inclusione socio-lavorativa per i cittadini di paesi terzi, con attività da completare entro i tempi previsti e in continuità con il precedente progetto INLAV.

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