Intesa Sanpaolo rilancia Zes 2.0 con 60 miliardi per sostenere investimenti e sviluppo nazionale
Nel quadro delle misure per rafforzare la competitività del Mezzogiorno e di altre aree produttive italiane, Intesa Sanpaolo mette a disposizione 60 miliardi di euro nei prossimi anni attraverso il progetto "Zes 2.0". L'iniziativa si sviluppa con Confindustria e punta a combinare finanza, attrazione di investitori esteri e supporto operativo alle imprese che operano nelle aree Zes e nelle Zone Logistiche Semplificate del Nord.
In evidenza
- Intesa Sanpaolo destina nuove risorse per 60 miliardi di euro alle Zes nei prossimi anni, dopo aver facilitato già erogazioni per oltre 12 miliardi.
- La banca lancia desk specializzati, missioni estere e accordi con autorità portuali per potenziare l'espansione internazionale delle Pmi e sostenere le Zone Logistiche Semplificate.
- Confindustria stima un impatto complessivo della Zes Unica di 59 miliardi di euro e oltre 70.000 nuovi posti di lavoro, sottolineando la necessità di infrastrutture e partnership stabili.
Piano di sostegno a imprese e investimenti
Secondo Il Sole 24 Ore Radiocor, Intesa Sanpaolo rinnova il proprio impegno sulle Zes dopo avere predisposto in dieci anni diversi plafond dedicati e avere già favorito erogazioni per oltre 12 miliardi di euro. Il gruppo prevede nuove risorse per 60 miliardi nei prossimi anni e affianca all'intervento finanziario missioni all'estero, tra cui Dubai, Pechino, Francoforte e New York, per coinvolgere investitori internazionali.La banca evidenzia anche la creazione di un desk specializzato per supportare gli imprenditori e ottimizzare i business plan presentati. Intesa Sanpaolo ha inoltre siglato accordi di collaborazione con le Autorità di Sistema Portuale di Puglia, Trieste e Venezia quando le Zes erano organizzate in aree interregionali, e continua a sostenere le Zone Logistiche Semplificate del Nord Italia con soluzioni dedicate all'espansione internazionale delle Pmi.
Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, afferma che la Zes è una leva strategica per la crescita del Mezzogiorno e di altre aree del Paese. Barrese aggiunge che dal 2020 alle regioni meridionali è riservato oltre il 20% delle erogazioni complessive della divisione, attraverso credito, finanza straordinaria per le Pmi e rafforzamento sui mercati esteri.
Impatto atteso su Sud e filiere nazionali
Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, sostiene che la Zes Unica sta dimostrando che la riduzione di burocrazia e incertezza favorisce l'arrivo di investimenti e la creazione di valore. Orsini indica un impatto complessivo di 59 miliardi di euro e ricadute occupazionali per oltre 70.000 posti di lavoro.Secondo Confindustria, il progetto punta a trasformare una misura di semplificazione in una leva permanente di competitività nazionale. L'associazione considera il Sud una possibile piattaforma industriale dell'Italia nel Mediterraneo, ma sottolinea che servono continuità, infrastrutture, capitale privato e un'alleanza stabile tra istituzioni, sistema bancario e imprese per rafforzare l'attrazione degli investimenti e le filiere produttive.
Nel nostro precedente approfondimento sugli investimenti diretti esteri globali, abbiamo evidenziato come nel 2025 i flussi in ingresso verso l’Italia siano scesi a 8,8 miliardi di dollari, a fronte di una ripresa complessiva ma disomogenea a livello mondiale. L’analisi sottolineava anche che il capitale estero può incidere su tecnologia, competenze e occupazione, e che il sostegno del sistema bancario è determinante per aiutare le imprese a crescere e competere sui mercati internazionali.
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