Sesa rimbalza in Borsa, analisti confermano fiducia dopo il piano industriale
Dopo il forte calo seguito alla pubblicazione dei conti annuali e del nuovo piano industriale, Sesa recupera terreno a Piazza Affari con un rialzo del 9,5% a 92,3 euro. Il recupero arriva mentre diversi analisti giudicano eccessiva la flessione della vigilia e mantengono una visione positiva sulla crescita del gruppo fino al 2028.
In evidenza
- Nel 2023 Sesa registra ricavi a 3,6 miliardi di euro (+7,9%), Ebitda a 260,4 milioni (+8,2%) e utile netto sopra 80 milioni.
- Intermonte alza il target price a 125 euro, Kepler a 100 euro, mentre Equita e Banca Akros confermano rispettivamente 109 e 125 euro.
- Il piano industriale 2027-2028 e i risultati 2026 confermano crescita organica mid/high-single-digit e solida diversificazione tra divisioni operative.
Conti solidi e impatto sulle valutazioni
Secondo Borsa Italiana, i risultati annuali mostrano ricavi per 3,6 miliardi di euro, in crescita del 7,9%, Ebitda a 260,4 milioni, in aumento dell'8,2%, e un utile netto oltre 80 milioni. Per gli analisti, questi dati indicano una crescita solida e un miglioramento della generazione di cassa, a conferma dell'efficacia delle misure adottate dal management.Intermonte alza il prezzo obiettivo a 125 euro da 123 euro e conferma la raccomandazione di acquisto. Kepler mantiene il giudizio buy e porta il target price a 100 euro, mentre Equita e Banca Akros confermano rispettivamente i prezzi obiettivo a 109 euro e 125 euro.
Secondo Equita, i risultati 2026 e il piano 2027-2028 confermano la capacità di Sesa di garantire continuità operativa e crescita organica mid/high-single-digit. La casa d'affari segnala che, pur restando la divisione Ssi un'area di attenzione, la forte espansione della Distribuzione e delle altre divisioni evidenzia un mix di business diversificato, capace di sostenere una crescita robusta anche in contesti di mercato differenti.
In un nostro precedente approfondimento sul titolo Prysmian (PRY) abbiamo evidenziato un forte indebolimento di breve periodo, con il prezzo sceso di circa il 5% e sotto le principali medie mobili, in un contesto di momentum negativo e indicatori in ipervenduto. L’articolo indicava i livelli tecnici chiave da monitorare (supporto in area €124,3 e resistenza a €127,6) e sottolineava che, nonostante la volatilità e la pressione dei venditori, il trend di lungo periodo poteva restare costruttivo finché la media a 50 giorni rimaneva sopra quella a 200 giorni.
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