Il comparto telecomunicazioni in Italia rimbalza in Borsa, Inwit e Telecom Italia in rialzo
Il settore delle telecomunicazioni in Italia torna in territorio positivo dopo tre sedute consecutive di calo, mostrando una tenuta relativa in un contesto europeo debole. L'avvio di giornata vede l'indice di comparto in recupero dello 0,69%, mentre l'EURO STOXX Telecommunications registra una flessione più marcata.
In evidenza
- L'indice telecomunicazioni italiano chiude a 14.371,44 punti, in rialzo dello 0,69%, interrompendo tre sedute consecutive di ribassi.
- L'indice europeo delle telecomunicazioni cala dell'1,62% a 379,72 punti, evidenziando la forza relativa del comparto italiano nella seduta.
- Inwit chiude in rialzo dell'1,12% e Telecom Italia cresce dello 0,67%, sostenendo la ripresa del settore in Borsa Italiana.
Andamento del settore e confronto europeo
Come riportato da Borsa Italiana, l'indice italiano delle telecomunicazioni apre a 14.371,44 punti, in rialzo dello 0,69% rispetto ai livelli della vigilia. Il movimento interrompe così una serie di tre ribassi consecutivi per il comparto domestico.Il quadro resta però divergente rispetto al resto del mercato europeo. L'indice dei principali gruppi europei delle telecomunicazioni scende infatti dell'1,62% a 379,72 punti, segnalando una performance italiana relativamente più solida nella seduta.
Impatto sui principali titoli italiani
Tra le azioni italiane a maggiore capitalizzazione del settore, Inwit mostra un progresso contenuto ma positivo, con una chiusura in rialzo dell'1,12%. Il titolo si colloca così tra i contributi favorevoli all'intonazione del comparto.Anche Telecom Italia recupera terreno rispetto ai valori precedenti e termina gli scambi con un aumento dello 0,67%. L'andamento dei due titoli sostiene il rimbalzo del settore, che si distingue per una maggiore resilienza rispetto al benchmark europeo di riferimento.
Nella nostra precedente analisi sul titolo Telecom Italia (TIT) abbiamo evidenziato un prezzo intorno a €7,8, con un’impostazione tecnica di breve e medio periodo ancora debole e sotto le principali medie mobili. Gli indicatori di momentum suggerivano prevalenza dei venditori e un’elevata probabilità di ulteriori ribassi, pur con un supporto di lungo periodo non ancora compromesso e un range atteso tra €7,68 e €7,96.
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