Egualia avverte sui rischi delle barriere commerciali per le forniture di farmaci essenziali
Le tensioni nelle catene di approvvigionamento dei medicinali essenziali restano un tema centrale per il settore dei farmaci fuori brevetto, in un contesto di filiere produttive distribuite tra più Paesi. Egualia sostiene che nuove barriere commerciali sui prodotti che coprono oltre il 90% delle prescrizioni negli U.S. potrebbero aumentare i costi e ridurre la disponibilità dei medicinali per i pazienti.
In evidenza
- Egualia avverte che l'introduzione di barriere commerciali sui farmaci potrebbe aggravare le criticità nelle forniture di medicinali essenziali.
- Misure restrittive sui medicinali equivalenti possono causare maggiori costi, interruzioni nelle consegne e minore disponibilità per i pazienti.
- Egualia sostiene che politiche industriali dovrebbero favorire investimenti e competitività invece che introdurre dazi, per garantire accesso e sostenibilità di sistema.
Allarme sulle catene globali del farmaco
Come riportato da Borsa Italiana, il presidente di Egualia Enrique Häusermann Zagaria avverte che l'introduzione di ostacoli commerciali sui medicinali rischia di aggravare criticità già presenti nelle forniture di prodotti essenziali.Il comparto dei medicinali equivalenti, sottolinea Zagaria, si basa su filiere globali altamente integrate, nelle quali principi attivi, eccipienti, confezionamento e produzione finale coinvolgono Paesi diversi. In questo quadro, la resilienza delle forniture dipende da catene produttive diversificate e coordinate a livello internazionale.
Secondo Egualia, misure che limitano la libera circolazione dei farmaci possono tradursi in maggiori costi, interruzioni nella continuità delle consegne e minore disponibilità dei medicinali necessari ai pazienti.
Impatto atteso su sanità e competitività
Zagaria afferma che il rafforzamento della capacità produttiva nazionale resta un obiettivo legittimo, condiviso anche in Europa, ma indica che le politiche industriali dovrebbero puntare su incentivi agli investimenti e sostegno alla competitività, invece che su misure tariffarie.L'associazione evidenzia che i medicinali equivalenti non possono essere trattati come semplici commodity industriali, perché rappresentano un'infrastruttura strategica per la salute pubblica. In questa prospettiva, iniziative che ne compromettono la sostenibilità rischiano di ridurre l'accesso alle cure, aumentando allo stesso tempo la pressione economica sui sistemi sanitari.
Nella nostra precedente analisi sull’impatto di dazi e instabilità globale sul made in Italy, abbiamo evidenziato che molte imprese italiane attive all’estero continuano a registrare un clima complessivamente favorevole, seppur con una domanda più selettiva. Il quadro, però, resta più complesso per esportatori e aziende, chiamati a gestire pressioni su costi e scambi internazionali in un contesto meno lineare.
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