Unrae sollecita incentivi e revisione normativa per sostenere il mercato dei rimorchi
Il comparto italiano di rimorchi e semirimorchi affronta una fase di incertezza nonostante il recupero registrato a giugno e il lieve aumento del primo semestre. Sul mercato continua infatti a pesare l'attesa per l'attuazione degli incentivi già stanziati, che secondo Unrae frena le decisioni di acquisto delle imprese anche nella seconda parte dell'anno.
In evidenza
- Il Fondo pluriennale per il rinnovo del parco dell'autotrasporto destinerà oltre 100 milioni di euro ai veicoli trainati tra il 2027 e il 2031, con Unrae che sollecita provvedimenti attuativi rapidi per sbloccare gli investimenti.
- Unrae e oltre 30 costruttori europei di rimorchi chiedono la revisione immediata dei regolamenti sulle emissioni CO2 e dei parametri Vecto, segnalando il rischio di sanzioni sproporzionate e impatti su prezzi e capacità dal 2030.
- L'associazione ritiene cruciale aggiornare il Codice della Strada, autorizzando veicoli allungati fino a 18,75 metri e l'utilizzo di tecnologie innovative come rimorchi elettrificati e sistemi di recupero energetico per accrescere l'efficienza e la competitività.
Pressione su incentivi e regole europee
Come riferisce Borsa Italiana citando Il Sole 24 Ore Radiocor, Michele Mastagni, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di Unrae, afferma che sull'andamento complessivo del mercato incide in modo determinante l'effetto annuncio degli incentivi già stanziati lo scorso anno.Secondo Mastagni, il Fondo pluriennale per il rinnovo del parco dell'autotrasporto riserverà al comparto dei trainati oltre 100 milioni di euro nel periodo 2027-2031. Unrae ritiene fondamentale definire e rendere operativi in tempi molto rapidi i relativi provvedimenti attuativi, per evitare che il protrarsi dell'attesa continui a frenare gli investimenti delle imprese.
L'associazione richiama anche il confronto europeo sul settore automotive e sollecita l'avvio immediato della revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti. La richiesta, osserva Mastagni, è stata sottoscritta di recente anche dai vertici di oltre 30 costruttori europei di rimorchi.
Unrae chiede inoltre una correzione dei parametri del sistema Vecto, in modo che riflettano le reali dinamiche operative dei veicoli trainati. Senza interventi strutturali, dal 2030 i costruttori rischiano sanzioni giudicate sproporzionate, con aumenti dei prezzi, riduzione della capacità utile dei mezzi e possibili effetti negativi sull'efficienza del trasporto merci.
Impatto atteso su logistica e innovazione in Italia
Mastagni avverte che questo scenario può spingere le aziende a mantenere in servizio mezzi obsoleti, con ricadute negative sia sull'ambiente sia sulla sicurezza. Il rischio, aggiunge, è anche quello di dover effettuare più viaggi per trasportare la stessa quantità di merci, con un effetto opposto agli obiettivi di efficienza e sostenibilità.Nel quadro nazionale, Unrae considera la revisione del Codice della Strada un passaggio decisivo per allineare la normativa all'evoluzione tecnologica del settore. L'associazione chiede di autorizzare la circolazione ordinaria dei complessi veicolari allungati fino a 18,75 metri e di riconoscere soluzioni già presenti sul mercato, tra cui rimorchi elettrificati, assali con recupero di energia, sistemi di accumulo bidirezionali e pannelli fotovoltaici integrati.
Secondo Unrae, queste tecnologie possono ridurre i consumi, migliorare l'efficienza della catena logistica e rafforzare il ruolo dell'Italia nell'innovazione dei veicoli trainati. Per il settore, l'accelerazione delle misure attuative e degli interventi normativi resta quindi un fattore chiave per sostenere domanda, competitività industriale e rinnovo del parco circolante.
Nel nostro precedente articolo sull’accordo sindacale di Poste Italiane per la riorganizzazione di recapito e logistica abbiamo spiegato come il gruppo stia ridisegnando la rete fisica con un modello di distribuzione a zone, puntando a maggiore flessibilità ed efficienza. Il focus era su interventi operativi come l’ampliamento delle aree della Rete Corriere, l’integrazione di nuove linee Out of Home e l’attivazione di centri Microfulfillment, con una ridefinizione di processi e assetti nei centri operativi.
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