Deloitte evidenzia i rischi della dipendenza extra-UE per cloud e pagamenti in Europa

Deloitte evidenzia i rischi della dipendenza extra-UE per cloud e pagamenti in Europa
Rischi cloud e pagamenti UE

La spinta europea verso la trasformazione digitale e finanziaria si accompagna a una crescente attenzione per la resilienza delle infrastrutture che sostengono pagamenti, cloud e intelligenza artificiale. Nel primo semestre del 2025 i pagamenti non cash dell'area euro raggiungono 77,7 miliardi, ma gran parte di queste attività continua a poggiare su fornitori e reti extraeuropee.

In evidenza

  • Deloitte evidenzia che nel cloud computing il principale operatore europeo possiede solo il 2% di quota, mentre due terzi delle transazioni con carta dell’area euro passano su infrastrutture extraeuropee.
  • Nel primo semestre 2025, i pagamenti non cash dell'area euro toccano 77,7 miliardi, in aumento del 7,7% su base annua secondo la BCE.
  • Il report segnala che il 75% delle imprese che usano IA si affida a servizi cloud terzi e il 39% utilizza modelli forniti da provider esterni.

Report Deloitte e priorità per la sovranità europea

Come riportato da Borsa Italiana, citando Deloitte, il report "Sovranità Digitale & Finanziaria. Navigare il cambiamento nell'Era della Trasformazione" mette in evidenza una dipendenza strutturale dell'Europa da operatori extra-UE nelle infrastrutture digitali e nei sistemi di pagamento. Lo studio è realizzato nell'ambito delle attività del gruppo come Knowledge Partner di ABI per la prima edizione di WeSec, in programma a Milano il 22 e 23 settembre.

Tra i dati richiamati nello studio figurano quelli della Banca Centrale Europea, secondo cui nel primo semestre del 2025 i pagamenti non cash dell'area euro raggiungono 77,7 miliardi, in aumento del 7,7% su base annua. Nel cloud computing, invece, il principale operatore europeo detiene soltanto una quota del 2%, mentre quasi due terzi delle transazioni con carta nell'area euro transitano su infrastrutture extraeuropee.

Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia, afferma che il rapporto tra sistema finanziario e infrastrutture digitali rientra tra le priorità dell'agenda economica legata alla transizione digitale. Secondo Pompei, un approccio collaborativo tra pubblico e privato è fondamentale per rafforzare competitività e autonomia strategica europea.

Impatto su finanza, IA e competenze digitali

Uno degli elementi centrali del report è l'analisi congiunta tra sovranità digitale e sovranità finanziaria. Lo studio individua tre direttrici principali, il ruolo della governance europea, una responsabilità condivisa tra intermediari, istituzioni e cittadini, e l'impatto dell'intelligenza artificiale sulla trasformazione del settore finanziario.

Il report segnala che la diffusione dell'IA amplia ulteriormente la dipendenza da pochi provider extraeuropei, perché il 75% delle imprese che utilizzano questa tecnologia si affida a servizi cloud di terze parti e il 39% usa modelli sviluppati da fornitori esterni. Nel settore finanziario italiano, il rapporto OCSE-Banca d'Italia indica che il 39% degli operatori intervistati usa già l'IA nell'operatività quotidiana, con quote del 70% nelle assicurazioni e del 59% nelle banche.

Luigi Capitanio, Strategy and Business Design Leader di Deloitte Emea, sottolinea che la resilienza delle infrastrutture digitali incide direttamente sulla stabilità del sistema finanziario e che l'evoluzione dei pagamenti richiede un'integrazione monetaria, tecnologica e infrastrutturale. Lo stesso quadro si accompagna, secondo i dati IACOFI 2023 della Banca d'Italia, a un livello di alfabetizzazione finanziaria digitale in Italia pari a 4,6 su 10, sotto la media dei 39 Paesi rilevati da OECD/INFE nel 2023.

Nella nostra precedente analisi sull’agentic commerce nei pagamenti in Italia abbiamo raccontato la prima transazione di test di Nexi, in cui un agente di IA ha selezionato e acquistato un prodotto completando anche il pagamento tramite credenziali criptate/tokenizzate. L’articolo metteva in evidenza come l’automazione dell’acquisto possa trasformare la competizione nell’e-commerce e rendere centrali temi di fiducia, identità dell’agente, consenso e conformità alle regole UE (tra cui PSD2, GDPR e AI Act).

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