Il G-24 sollecita una rete di sicurezza del FMI più solida e un sostegno multilaterale alle economie emergenti
In un contesto segnato da guerre, eventi meteorologici estremi e condizioni di finanziamento più restrittive, il G-24 afferma che l'economia globale rimane resiliente, ma è sempre più frammentata e incerta. Il gruppo avverte che le economie dei mercati emergenti e in via di sviluppo subiscono pressioni sproporzionate a causa dei maggiori costi di indebitamento, delle valute più deboli, delle difficoltà legate al debito e delle perturbazioni commerciali.
Punti chiave
- Il G-24 sollecita il completamento della 16ª e della 17ª Revisione generale delle quote del FMI per riallineare il potere di voto, aumentare le risorse del FMI e ridurre la dipendenza dei finanziamenti dai contributi volontari.
- Il gruppo chiede alla Banca Mondiale di ampliare gli strumenti di finanziamento innovativi e i prestiti a costi accessibili, nonché di migliorare i quadri per la ristrutturazione del debito e la trasparenza al fine di affrontare le vulnerabilità del debito.
- Il G-24 chiede che l'impegno di $300 miliardi annui per la finanza climatica sia rispettato entro il 2035, l'espansione dei finanziamenti per l'adattamento e la cooperazione multilaterale sulle riforme fiscali e le questioni di governance globale.
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Richieste di riforma del FMI, della Banca Mondiale e del debito
Come riportato dal Fondo Monetario Internazionale, il G-24 chiede un'azione multilaterale più incisiva per sostenere le economie vulnerabili, incluso un FMI adeguatamente finanziato e basato sulle quote, nonché progressi più rapidi nelle riforme delle quote. Il gruppo afferma che l'attuazione tempestiva della 16ª Revisione generale delle quote rafforzerebbe le finanze del FMI, ridurrebbe la dipendenza da risorse prese in prestito e migliorerebbe la capacità del Fondo di sostenere i Paesi membri.La dichiarazione sollecita inoltre risultati tempestivi e sostanziali nell'ambito della 17ª Revisione generale delle quote, incluso un riallineamento delle quote che rifletta meglio la posizione dei Paesi nell'economia globale, tutelando al contempo la voce dei mercati emergenti, delle economie in via di sviluppo e dei membri più poveri. Si oppone all'inclusione di contributi finanziari volontari in una formula delle quote rivista.
Il G-24 afferma che le revisioni periodiche delle politiche del FMI dovrebbero portare a un'applicazione più imparziale e a una maggiore flessibilità rispetto alle priorità delle economie dei mercati emergenti e in via di sviluppo. Aggiunge che i programmi del Fondo dovrebbero sostenere la crescita, proteggere la spesa sociale e gli investimenti ed evitare percorsi di aggiustamento che potrebbero indebolire le riprese.
Per quanto riguarda la Banca Mondiale, il gruppo afferma che gli impegni strategici nell'agricoltura, nell'energia e nella protezione sociale restano essenziali per ridurre la povertà, creare posti di lavoro e rafforzare la resilienza. Sostiene inoltre il proseguimento del lavoro su strumenti di finanziamento innovativi, tra cui meccanismi di condivisione del rischio, capitale ibrido, garanzie di portafoglio e l'approccio originate-to-distribute, per ampliare la capacità di concessione di prestiti a costi accessibili.
La dichiarazione evidenzia la vulnerabilità del debito come un grande ostacolo alla crescita inclusiva in molte economie in via di sviluppo. Afferma che gli aggiornamenti dei quadri di sostenibilità del debito, del modello del Common Framework del G20, del playbook della Global Sovereign Debt Roundtable e della nuova Borrower’s Platform sostenuta dall'UNCTAD potrebbero migliorare la ristrutturazione del debito, la trasparenza e il coordinamento tra i creditori.
Finanza climatica e preoccupazioni sulla governance globale
Il G-24 afferma che l'azione climatica deve continuare a essere guidata dall'equità e dal principio delle responsabilità comuni ma differenziate, sostenendo che i percorsi di transizione devono riflettere le diverse circostanze nazionali e priorità di sviluppo. Pur accogliendo con favore una maggiore attenzione al rischio climatico nelle valutazioni del debito e l'estensione del Piano d'azione sui cambiamenti climatici della Banca Mondiale, il gruppo avverte che i finanziamenti per la mitigazione, l'adattamento, le perdite e i danni, la protezione della biodiversità e le infrastrutture resilienti rimangono insufficienti.Chiede l'erogazione completa e tempestiva di almeno $300 miliardi di finanziamenti climatici annuali entro il 2035, un obiettivo stabilito alla COP29, con i Paesi sviluppati in prima linea. Il gruppo sottolinea inoltre la necessità di un'importante espansione dei finanziamenti per l'adattamento, in particolare mentre alcuni impegni di finanziamento climatico multilaterale vengono ritirati.
Oltre alla politica climatica, il G-24 afferma che è necessaria la cooperazione multilaterale per mobilitare risorse interne e rafforzare il finanziamento dello sviluppo sostenibile. Sostiene riforme fiscali internazionali volte a contrastare il trasferimento degli utili, l'elusione fiscale e i flussi finanziari illeciti, esortando al contempo i partner per lo sviluppo ad aumentare gli impegni di aiuto mentre crescono le necessità globali.
Il gruppo sostiene inoltre che ripristinare la fiducia nell'economia globale richieda un sistema multilaterale basato su regole, fondato sulla sovranità nazionale e sui principi della Carta delle Nazioni Unite. Chiede un esame più approfondito degli effetti economici transfrontalieri delle sanzioni unilaterali e una più ampia collaborazione tra le istituzioni di Bretton Woods, le banche regionali di sviluppo e altri organismi internazionali, anche sulle sfide di governance legate all'intelligenza artificiale e al commercio globale.
Nel nostro precedente articolo sull'iniziativa dell'UNDP per mobilitare capitale privato a favore dei Paesi in via di sviluppo, mentre i flussi di aiuti diminuiscono, abbiamo illustrato come l'agenzia stia ampliando le partnership con la Banca Mondiale e altre istituzioni finanziarie per sostenere gli investimenti, la creazione di posti di lavoro e la gestione del rischio. L'articolo ha inoltre rilevato la pressione dovuta a shock ripetuti — costi energetici, perdite climatiche e condizioni finanziarie più restrittive — e ha evidenziato i progetti pilota e le iniziative assicurative dell'UNDP volti a mantenere le economie vulnerabili investibili.
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