Le banche dell'UE/SEE mantengono capitale e redditività solidi nella revisione dei rischi del secondo trimestre
Le banche europee nell'UE e nel SEE entrano nella seconda metà del 2026 con capitale, liquidità e utili solidi nonostante un difficile contesto esterno. L'ultima panoramica prudenziale mostra che il credito continua a crescere e la qualità degli attivi resta solida, anche se le tensioni geopolitiche, la volatilità dei mercati e le pressioni macroeconomiche richiedono un monitoraggio più attento.
Punti chiave
- Il coefficiente Common Equity Tier 1 delle banche UE/SEE si attesta al 16,1%, con un margine di 430 punti base rispetto ai requisiti, e i coefficienti di liquidità restano solidi nel secondo trimestre del 2026.
- I prestiti alle famiglie aumentano del 5,2% su base annua e i finanziamenti alle società non finanziarie del 6,3%, mentre il rapporto tra crediti deteriorati resta basso all'1,8%.
- Il return on equity raggiunge l'11,3%, in aumento dal 10,7% di un anno prima, trainato da maggiori margini di interesse netti e da un rapporto costi/ricavi stabile al 51,5%.
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Il quadro del secondo trimestre evidenzia la resilienza di capitale e liquidità
Come riportato dalla European Banking Authority, il suo Risk Dashboard per il secondo trimestre del 2026 mostra che le banche UE/SEE continuano a operare da una posizione di forza. L'aggiornamento si basa sui dati delle segnalazioni di vigilanza e indica solide riserve patrimoniali, condizioni di finanziamento stabili e una redditività sostenuta in tutto il settore.Il coefficiente Common Equity Tier 1 del settore si attesta al 16,1%, in lieve calo dal 16,2% del trimestre precedente a causa dell'aumento delle attività ponderate per il rischio. Ciononostante, le banche mantengono circa 430 punti base di margine rispetto ai requisiti patrimoniali regolamentari, invariati rispetto a un anno prima, garantendo una notevole capacità di assorbimento degli shock.
Anche gli indicatori di liquidità restano comodamente al di sopra delle soglie minime. Il Liquidity Coverage Ratio è al 158,5% e il Net Stable Funding Ratio al 125,7%, entrambi stabili su base trimestrale, mentre le attività liquide di alta qualità continuano a spostarsi verso i titoli di Stato, aumentati dell'8,7% nella prima metà del 2026, a fronte di un calo delle disponibilità liquide.
La crescita del credito e degli utili sostiene le prospettive del settore
L'espansione del credito prosegue sia nel segmento delle famiglie sia in quello delle imprese, sebbene l'andamento differisca da Paese a Paese. I prestiti alle famiglie aumentano del 5,2% su base annua e dell'1,7% su base trimestrale, mentre i finanziamenti alle società non finanziarie crescono del 6,3% su base annua e dell'1,7% rispetto al trimestre precedente.Gli indicatori della qualità degli attivi restano solidi, con il rapporto tra crediti deteriorati all'1,8% e la quota di prestiti Stage 2 in calo all'8,9% dei prestiti totali. L'EBA afferma che le condizioni variano ancora tra Paesi, settori e portafogli, ma l'esposizione diretta delle banche al settore IT rappresenta solo il 4% dei prestiti alle imprese, ovvero circa l'1,9% del totale dei prestiti alla clientela, senza segnali di deterioramento della qualità del credito.
Anche la redditività migliora, con il return on equity all'11,3%, in aumento rispetto al 10,7% di un anno prima. L'aumento del margine di interesse netto, sostenuto dalla forte crescita dei prestiti e da un margine di interesse netto più ampio, pari all'1,63% contro l'1,58% di un anno prima, determina gran parte del miglioramento, mentre anche i ricavi da commissioni contribuiscono e costi sostanzialmente stabili aiutano a ridurre il rapporto costi/ricavi al 51,5% dal 52,5%.
Le condizioni di finanziamento restano favorevoli nonostante brevi episodi di volatilità dei mercati. I depositi totali aumentano dell'1,6%, trainati soprattutto da un incremento del 2,3% dei depositi delle famiglie, rafforzando una base di finanziamento stabile per le banche della regione.
Nella nostra precedente analisi sui prestiti e sulla massa monetaria nell'area euro, abbiamo osservato che la crescita del credito è rimasta resiliente anche se i prestiti alle imprese hanno registrato un lieve rallentamento, mentre l'indebitamento delle famiglie si è mantenuto vicino al ritmo più sostenuto dall'inizio del 2023. L'aggiornamento ha inoltre evidenziato un modesto aumento della massa monetaria M3, segnalando un graduale miglioramento delle condizioni di liquidità nonostante dinamiche disomogenee tra i segmenti di debitori.
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