Italia, il noleggio auto amplia la quota di mercato nel primo trimestre
Secondo l’analisi di Aniasa e Dataforce, nel primo trimestre del 2026 il noleggio arriva a sfiorare il 34% delle immatricolazioni sul mercato auto italiano, con circa 179mila targhe e un aumento dei volumi di oltre 16mila unità. Il quadro resta però differenziato tra segmenti e formule contrattuali, in un contesto che risente del confronto con un inizio 2025 sostenuto da fattori straordinari come il bando Consip e, per il breve termine, dagli effetti attesi degli eventi legati a Milano-Cortina.
In evidenza
- Crescita del noleggio auto in Italia del 10% nel primo trimestre, trainata da un aumento del 58,3% nel breve termine e un calo del 3,5% nel lungo termine.
- La domanda debole nei veicoli commerciali segna un -11% complessivo, con flessioni del 9,9% nel lungo termine e del 23,4% nel breve termine.
- Fiscalità e incertezza normativa penalizzano il noleggio auto aziendale a lungo termine mentre cresce il peso dei marchi cinesi e della gamma Fiat, con la Panda in calo del 44%.
Andamento del noleggio tra breve e lungo termine
Nel complesso, il noleggio cresce del 10% e continua a rafforzare il proprio peso nel mercato domestico dell’auto. La dinamica è sostenuta soprattutto dalle autovetture, che segnano un aumento del 12% considerando insieme lungo e breve termine. I veicoli commerciali, invece, registrano un calo dell’11%, confermando una domanda più debole nel comparto dei mezzi da lavoro.
I segnali più forti arrivano dal noleggio a breve termine per le auto, in aumento del 58,3%. Nel lungo termine, al contrario, gli indicatori restano negativi, con un calo del 3,5% per le autovetture e del 9,9% per i veicoli commerciali leggeri sotto le 3,5 tonnellate. Anche nel breve termine i commerciali mostrano una flessione marcata, pari al 23,4%.
Fiscalità e incertezza frenano le flotte aziendali
Secondo il presidente di Aniasa, Italo Folonari, l’incertezza normativa e una fiscalità ritenuta inadeguata per l’auto aziendale continuano a penalizzare il noleggio a lungo termine. Molte imprese clienti, osserva l’associazione, preferiscono rinviare il rinnovo delle flotte invece di procedere con nuovi contratti. Il tema si lega alla prossima definizione della legge delega di riforma, su cui il settore attende interventi sui livelli di deducibilità dei costi delle auto aziendali.
Per gli operatori, un riallineamento del trattamento fiscale italiano a quello dei principali concorrenti europei può incidere direttamente sulla competitività del comparto. La richiesta riguarda soprattutto il mercato corporate, che rappresenta una componente centrale per il lungo termine. In assenza di correttivi, la crescita del noleggio rischia di restare concentrata nelle formule più brevi e meno stabili.
Modelli più noleggiati e spazio ai marchi cinesi
Nella classifica del primo trimestre 2026, la Fiat Panda si conferma il modello più noleggiato nel lungo termine con 6mila unità. Il dato mostra però un calo del 44%, mentre la nuova Grande Panda sale al secondo posto con circa 4.000 immatricolazioni riconducibili al noleggio a lungo termine. Il ricambio interno alla gamma Fiat indica un riassetto della domanda più che una perdita secca di interesse nel segmento.
L’espansione del noleggio continua inoltre a offrire maggiore visibilità ai brand cinesi, richiamati nel quadro generale del mercato come tra i marchi in accelerazione. Questo andamento segnala come il canale del noleggio stia diventando sempre più rilevante per l’ingresso e il consolidamento di nuovi costruttori in Italia. Per il settore automotive, il mix tra crescita del breve termine e avanzata di nuovi player modifica progressivamente gli equilibri competitivi del mercato nazionale.
In precedenza, nella nostra pubblicazione abbiamo analizzato il calo del titolo Tesla e il contesto di rischio legato a tensioni geopolitiche e vincoli regolamentari. Nell’articolo si evidenziavano anche gli effetti di prezzi del petrolio e dazi UE sui veicoli elettrici cinesi, oltre alle implicazioni operative tra stabilimenti e supply chain, con un quadro tecnico ancora impostato al ribasso e volatilità elevata nel breve periodo.
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