Stellantis in calo in Borsa dopo il taglio del target price di HSBC
La pressione sul titolo Stellantis si intensifica in una seduta segnata da segnali deboli sia sul fronte degli analisti sia su quello operativo. Al peggioramento del giudizio di HSBC si aggiungono una crescita delle immatricolazioni nell'Ue inferiore a quella del mercato e nuovi stop produttivi in diversi stabilimenti italiani.
Punti chiave
- HSBC taglia il target price di Stellantis a 3,30 euro da 4 euro, confermando la raccomandazione "Reduce", mentre il titolo scende dell'1,77% a 3,727 euro.
- Le interruzioni dovute allo sciopero degli autotrasportatori e le sospensioni programmate bloccano vari impianti Stellantis in Italia, aggravando le pressioni operative.
- A settembre Stellantis cresce solo del 4,7% nell'Ue a 139.582 unità vendute, riducendo la quota di mercato al 14,4% rispetto al 15,0% dell'anno precedente.
Pressioni sul titolo e quadro operativo
Come riportato da Teleborsa, HSBC ha ridotto il prezzo obiettivo su Stellantis a 3,30 euro da 4 euro, confermando la raccomandazione "Reduce". Il taglio arriva mentre il gruppo automobilistico affronta una mattinata negativa in Borsa.Il titolo si allinea a 3,727 euro, con una flessione dell'1,77%. Sul piano tecnico, le attese indicano una possibile estensione del ribasso verso l'area di supporto stimata a 3,677 euro e successivamente a 3,628 euro, mentre la resistenza viene indicata a 3,766 euro.
Alle pressioni di mercato si sommano le difficoltà sulla produzione di auto e furgoni legate allo sciopero degli autotrasportatori contro il caro gasolio. La protesta provoca il blocco degli stabilimenti di Atessa e Melfi, mentre anche la fabbrica di Pomigliano d'Arco si ferma ieri e non lavora neppure oggi.
Questi stop si aggiungono alle sospensioni della produzione già programmate e in corso a Mirafiori, a Torino, e a Cassino, dove le linee di assemblaggio restano inattive fino alla fine di ottobre.
Immatricolazioni Ue e intervento del governo
I dati diffusi ieri da Acea mostrano che a settembre le immatricolazioni nell'Ue salgono del 9,3% a 971.048 unità. Da inizio anno il mercato europeo registra un aumento del 5,7%, per un totale di oltre 8,5 milioni di veicoli.Tra i principali gruppi, Stellantis registra però un incremento delle vendite del 4,7% nell'Ue, a 139.582 unità, con una quota di mercato scesa al 14,4% dal 15,0%. Il dato segnala una crescita più lenta rispetto al mercato complessivo e un arretramento della presenza relativa del gruppo nell'area.
Sul fronte logistico, il governo interviene giovedì con un decreto che prevede ulteriori 106 milioni di euro di crediti d'imposta per il settore dell'autotrasporto, portando a 540 milioni le risorse complessive. La misura contribuisce a sbloccare parte delle proteste in Sicilia e Calabria, mentre in Campania sono in corso le operazioni per ripristinare la circolazione.
Nel nostro precedente aggiornamento sul taglio del prezzo obiettivo di Stellantis, avevamo segnalato come la revisione di Deutsche Bank si inserisse in un contesto di consegne trimestrali deboli e di pressione sul titolo a Piazza Affari. In quell’occasione il gruppo aveva anche richiamato l’eccesso di capacità produttiva in Europa e la necessità di nuovi investimenti nelle batterie, indicando accordi con partner come Leapmotor e Dongfeng e l’ipotesi di ulteriori gigafactory nel continente.
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