Le azioni Eni perdono oltre il 2% dopo l’annuncio di un dividendo straordinario e la riorganizzazione del portafoglio
Eni S.p.A. (ENI) ha perso il 2,1% dopo essere finita sotto pressione nel corso della seduta, nonostante la recente vendita della controllata nigeriana e la distribuzione di un dividendo straordinario abbiano delineato un quadro societario positivo. Il calo contrasta con il quadro tecnico favorevole del titolo, che scambia sopra tutte le principali medie mobili, mentre i forti trend rialzisti ne limitano ampiamente il potenziale ribassista.
Punti chiave
- Eni ha completato la vendita della controllata nigeriana ad Apex Global Energy e ha aumentato a 3,8 miliardi di euro l’obiettivo di riacquisto di azioni proprie per il 2026.
- Il consiglio di amministrazione ha approvato per il 2026 un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione e ha aumentato a 1,10 euro per azione il dividendo ordinario per lo stesso anno.
- Di recente le azioni Eni hanno perso il 2,1%, scendendo a 26,54 €, con indicatori tecnici contrastanti e un intervallo di prezzo previsto tra 25,78 € e 27,3 € nei prossimi cinque giorni.
Riacquisti di azioni e distribuzioni agli azionisti in aumento, mentre persiste la pressione di vendita
Eni S.p.A. ha completato la vendita della controllata nigeriana, Agip Energy and Natural Resources Limited, ad Apex Global Energy Limited, nell’ambito di una strategia volta a riequilibrare il portafoglio upstream cedendo asset non strategici. La società ha inoltre aumentato a 3,8 miliardi di euro l’obiettivo di riacquisto di azioni proprie per il 2026 e approvato un dividendo straordinario in contanti di 0,46 euro per azione, pari a un totale di 1,3 miliardi di euro, da pagare il 9 dicembre 2026. Ha inoltre confermato il dividendo ordinario a 1,10 euro per azione, il 5% in più rispetto al livello del 2025. Eni ha annunciato l’intenzione di prendere la decisione finale di investimento sul progetto petrolifero in Venezuela prima della fine del 2026 e ha comunicato l’avvio di una nuova fase del progetto Meleiha in Egitto; l’andamento del prezzo resta tuttavia soggetto a una più ampia pressione di vendita.
Il momentum rialzista resiste nonostante segnali tecnici contrastanti e il rischio di ipercomprato
Eni scambia sopra le medie mobili a 20 giorni (25,37 €), 50 giorni (24,41 €) e 200 giorni (22,3 €), a conferma del persistente momentum rialzista nel breve, medio e lungo periodo. Nel brevissimo termine, il titolo incontra un tetto a 26,69 € e un pavimento a 26,17 €, mentre l’allineamento rialzista delle medie a 50 e 200 giorni rafforza il quadro positivo di lungo periodo. Gli indicatori di momentum sono contrastanti. MACD e ADX confermano entrambi il potenziale di ulteriori rialzi, mentre l’RSI è elevato a 70,46. Il CCI e il Bull/Bear Power indicano condizioni di ipercomprato, con il BBP che conferma la prevalenza degli acquirenti nelle contrattazioni intraday. L’Awesome Oscillator è positivo e rafforza il momentum rialzista. Lo Stochastic RSI segnala una forte vendita, evidenziando la divergenza tra gli oscillatori. Il prezzo è vicino al minimo della seduta e la volatilità intraday è dell’1,91%.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che Eni manteneva un quadro tecnico rialzista, avvertendo però che cominciavano a emergere segnali di ipercomprato. L’attuale fase laterale sottolinea che, sebbene la forza complessiva del trend persista, i trader dovrebbero monitorare un superamento di 27,3 € o una discesa sotto 25,78 € come possibili segnali della prossima mossa decisiva.
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