Dmytro Kharkov

Le azioni Eni perdono oltre il 2% dopo l’annuncio di un dividendo straordinario e la riorganizzazione del portafoglio

Le azioni Eni perdono oltre il 2% dopo l’annuncio di un dividendo straordinario e la riorganizzazione del portafoglio
Eni perde oggi il 2,10% e scende a 26,54 €

Eni S.p.A. (ENI) ha perso il 2,1% dopo essere finita sotto pressione nel corso della seduta, nonostante la recente vendita della controllata nigeriana e la distribuzione di un dividendo straordinario abbiano delineato un quadro societario positivo. Il calo contrasta con il quadro tecnico favorevole del titolo, che scambia sopra tutte le principali medie mobili, mentre i forti trend rialzisti ne limitano ampiamente il potenziale ribassista.

ENI previsione del prezzo
24H 1.25%
25,84 €
48H 1.1%
25,8 €
7D -0.51%
25,39 €
1M 11.72%
28,51 €
3M 14.66%
29,26 €
6M 65.95%
42,35 €
12M 68.42%
42,98 €
Prezzo attuale: 25,52 € -0.5200 2.00%
Chiuso 11/04
Intervallo giornaliero 25.45 Arrow from to Icon 26.24
Intervallo settimanale 25.77 Arrow from to Icon 27.40
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Punti chiave

  • Eni ha completato la vendita della controllata nigeriana ad Apex Global Energy e ha aumentato a 3,8 miliardi di euro l’obiettivo di riacquisto di azioni proprie per il 2026.
  • Il consiglio di amministrazione ha approvato per il 2026 un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione e ha aumentato a 1,10 euro per azione il dividendo ordinario per lo stesso anno.
  • Di recente le azioni Eni hanno perso il 2,1%, scendendo a 26,54 €, con indicatori tecnici contrastanti e un intervallo di prezzo previsto tra 25,78 € e 27,3 € nei prossimi cinque giorni.

Riacquisti di azioni e distribuzioni agli azionisti in aumento, mentre persiste la pressione di vendita

Eni S.p.A. ha completato la vendita della controllata nigeriana, Agip Energy and Natural Resources Limited, ad Apex Global Energy Limited, nell’ambito di una strategia volta a riequilibrare il portafoglio upstream cedendo asset non strategici. La società ha inoltre aumentato a 3,8 miliardi di euro l’obiettivo di riacquisto di azioni proprie per il 2026 e approvato un dividendo straordinario in contanti di 0,46 euro per azione, pari a un totale di 1,3 miliardi di euro, da pagare il 9 dicembre 2026. Ha inoltre confermato il dividendo ordinario a 1,10 euro per azione, il 5% in più rispetto al livello del 2025. Eni ha annunciato l’intenzione di prendere la decisione finale di investimento sul progetto petrolifero in Venezuela prima della fine del 2026 e ha comunicato l’avvio di una nuova fase del progetto Meleiha in Egitto; l’andamento del prezzo resta tuttavia soggetto a una più ampia pressione di vendita.

Anton Kharitonov, esperto di Traders Union, mantiene un atteggiamento prudente su Eni nonostante le notizie societarie positive e il solido quadro tecnico. Interpreta il recente calo del 2,1% come un segnale che il momentum rialzista si sta indebolendo sotto la persistente pressione di vendita. Kharitonov osserva che i segnali tecnici di ipercomprato, come l’RSI elevato e il segnale di vendita dello Stochastic RSI, aumentano i rischi di ribasso, soprattutto se il supporto a 25,78 € dovesse cedere. Sottolinea inoltre che il sentiment resta vulnerabile a causa della volatilità persistente e si chiede se i dividendi siano sufficienti a compensare i timori legati alla riduzione del portafoglio. «Gli investitori dovrebbero essere cauti: l’attuale potenziale rialzista appare fragile e una rottura al ribasso del supporto recente potrebbe innescare una correzione più marcata», avverte Kharitonov.
Viktoras Karapetjanc, esperto di Traders Union, ritiene che la recente vendita di asset di Eni e l’aumento dei rendimenti per gli azionisti confermino una strategia solida e attenta ai loro interessi. A suo avviso, l’allineamento rialzista di tutte le principali medie mobili e l’incremento degli impegni relativi ai riacquisti di azioni e ai dividendi sostengono il sentiment positivo del mercato. Karapetjanc è fiducioso che il quadro rialzista del titolo resti intatto, con un probabile forte sostegno istituzionale man mano che i fondamentali migliorano. Si aspetta ulteriori prospettive di crescita, soprattutto se il prezzo supererà 27,3 €. «Il mercato offre opportunità interessanti sia ai trader di breve termine sia agli investitori di lungo periodo, mentre il momentum di Eni accelera», afferma Karapetjanc.
Jainam Mehta, strategist di mercato, evidenzia la divergenza tra i segnali tecnici su Eni, nonostante il flusso di notizie positive. Osserva che il prezzo oscilla vicino ai minimi della seduta mentre gli oscillatori restituiscono segnali contrastanti, indicando incertezza nel breve termine. Mehta suggerisce un approccio tattico, tenendo d’occhio un’eventuale rottura al rialzo di 27,3 € oppure un’inversione in caso di violazione di 25,78 €. «La pressione di vendita potrebbe offrire un’opportunità di ingresso contrarian in prossimità del supporto, mentre i trader che seguono il momentum potrebbero attendere una conferma sopra la resistenza», osserva Mehta.
Eni asset chart
Eni dinamica dei prezzi. Fonte: TradingView.

Il momentum rialzista resiste nonostante segnali tecnici contrastanti e il rischio di ipercomprato

Eni scambia sopra le medie mobili a 20 giorni (25,37 €), 50 giorni (24,41 €) e 200 giorni (22,3 €), a conferma del persistente momentum rialzista nel breve, medio e lungo periodo. Nel brevissimo termine, il titolo incontra un tetto a 26,69 € e un pavimento a 26,17 €, mentre l’allineamento rialzista delle medie a 50 e 200 giorni rafforza il quadro positivo di lungo periodo. Gli indicatori di momentum sono contrastanti. MACD e ADX confermano entrambi il potenziale di ulteriori rialzi, mentre l’RSI è elevato a 70,46. Il CCI e il Bull/Bear Power indicano condizioni di ipercomprato, con il BBP che conferma la prevalenza degli acquirenti nelle contrattazioni intraday. L’Awesome Oscillator è positivo e rafforza il momentum rialzista. Lo Stochastic RSI segnala una forte vendita, evidenziando la divergenza tra gli oscillatori. Il prezzo è vicino al minimo della seduta e la volatilità intraday è dell’1,91%.

In precedenza, gli analisti avevano osservato che Eni manteneva un quadro tecnico rialzista, avvertendo però che cominciavano a emergere segnali di ipercomprato. L’attuale fase laterale sottolinea che, sebbene la forza complessiva del trend persista, i trader dovrebbero monitorare un superamento di 27,3 € o una discesa sotto 25,78 € come possibili segnali della prossima mossa decisiva.

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