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Confcommercio, le imprese under 35 in Italia calano mentre il terziario resta il principale sbocco

Confcommercio, le imprese under 35 in Italia calano mentre il terziario resta il principale sbocco
Imprese giovani in calo

L’imprenditoria giovanile in Italia conta 400mila aziende guidate da under 35, con oltre la metà attiva nel terziario di mercato. Negli ultimi sette anni il numero complessivo si riduce di quasi 67mila unità, ma alcuni segmenti dei servizi mostrano ancora segnali di crescita.

Punti chiave

  • L’incidenza delle imprese under 35 in Italia scende dal 9,1% all’8% negli ultimi sette anni, con una contrazione di oltre 47mila imprese nel terziario.
  • Nel comparto terziario, la presenza di giovani tra gli addetti supera il 46% nei settori alloggio, ristorazione, sanità e servizi alla persona, favorendo investimenti digitali e crescita.
  • Le attività di alloggio (+22,8%), professionali (+28,6%) e la grande distribuzione (+27%) mostrano segnali positivi, mentre il calo demografico nel Sud (-9,7%) limita l’imprenditoria giovanile.

Analisi Confcommercio su imprese giovanili e settori

Secondo Teleborsa, come emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio realizzata per il XVII Forum nazionale dei Giovani Imprenditori che si apre oggi a Milano, l’incidenza delle imprese under 35 sul totale nazionale scende dal 9,1% all’8% negli ultimi sette anni. Nel terziario di mercato la contrazione supera le 47mila imprese, pari al 15,4%, con una quota sul totale che passa dal 10,9% al 9,7%.

Il comparto dei servizi continua comunque a mantenere un peso giovanile più elevato rispetto al resto dell’economia, con un’incidenza del 9,7% contro il 6% degli altri settori considerati complessivamente. A livello territoriale, quasi la metà dei giovani imprenditori si concentra nel Nord, con la Lombardia in testa, mentre la flessione risulta più contenuta nel Settentrione, al 3,2%, rispetto al Centro, al 19%, e al Sud, al 22,9%.

Sulle dinamiche territoriali incide anche l’andamento demografico. La popolazione tra 18 e 34 anni diminuisce soprattutto nel Mezzogiorno, dove il calo raggiunge il 9,7%, contribuendo a ridurre il bacino potenziale di nuovi imprenditori.

Occupazione giovanile e richiesta di politiche mirate

L’analisi segnala che l’imprenditoria giovanile resta un fattore rilevante per occupazione, innovazione e produttività. Il 56,1% degli under 35 guida un’impresa con meno di due anni di attività e, nelle aziende attive da meno di cinque anni, oltre un addetto su tre ha meno di 35 anni, pari al 36,1%, contro il 24,5% della media complessiva.

Nel terziario emergono punte vicine al 50% della presenza di giovani addetti in comparti come alloggio e ristorazione, al 49,3%, sanità, al 47,7%, e servizi alla persona, al 46,6%. Una maggiore presenza di giovani tra gli addetti si associa inoltre a una più alta propensione agli investimenti in tecnologie digitali e a risultati migliori in termini di crescita di occupazione, fatturato e produttività.

Tra i settori con segnali positivi figurano le attività di alloggio, in aumento del 22,8%, le attività professionali, in crescita del 28,6%, e la grande distribuzione, a più 27%, mentre le perdite si concentrano nei comparti più tradizionali, in particolare nel piccolo commercio. Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli afferma che le nuove imprese devono imparare a gestire un contesto segnato da intelligenza artificiale e sostenibilità, mentre il presidente dei Giovani Imprenditori Matteo Musacci chiede regole più chiare e politiche che valorizzino chi sceglie di fare impresa.

Nel nostro precedente approfondimento sul terziario avanzato in Italia abbiamo evidenziato la forte crescita dei servizi ad alta intensità di conoscenza, che nel 2023 hanno raggiunto 151,3 miliardi di euro di fatturato e un valore aggiunto pari al 3,6% del PIL. L’analisi sottolineava anche l’aumento degli addetti e le prospettive di produttività, insieme alle criticità legate alla frammentazione in microimprese e alla difficoltà di reperire talenti qualificati, aspetti centrali per capire dove possono concentrarsi le opportunità per le nuove generazioni d’imprenditori.

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