Valle d'Aosta, crescita economica debole nel 2025 mentre ripartono credito e investimenti
La Valle d'Aosta presenta nel 2025 un'espansione economica contenuta, con il prodotto regionale in aumento dello 0,4% in termini reali e un rallentamento rispetto all'anno precedente. Il quadro resta sostenuto da turismo, costruzioni e investimenti pubblici, mentre pesa l'incertezza geopolitica e si indebolisce la domanda estera per alcuni comparti industriali chiave.
In evidenza
- Nel 2025 la crescita economica della Valle d'Aosta sarà inferiore al 2024 (1,1%) e allo 0,5% registrato in Italia e Nord.
- I prestiti bancari tornano a crescere trainati dal comparto energetico, con miglioramento della qualità del credito alle imprese e deposito bancario in aumento.
- Gli investimenti fissi lordi sono più che triplicati dal 2019 al 2025 grazie ai fondi PNRR, con quattro quinti delle gare già aggiudicate entro fine 2025.
Rapporto annuale e andamento dei settori regionali
Come riportato dalla Banca d'Italia, il rapporto annuale presentato oggi ad Aosta indica che nel 2025 l'attività economica regionale cresce meno del 2024, quando l'incremento era stato dell'1,1%, e si colloca sotto l'espansione dello 0,5% registrata nel Nord e in Italia. Sulle prospettive dell'anno in corso incide l'elevata incertezza legata al conflitto in Medio Oriente, in un contesto internazionale già segnato da tensioni geopolitiche e commerciali.Nel 2025 la produzione industriale rallenta, risentendo soprattutto della flessione della domanda estera, con effetti più evidenti nella metallurgia e nei macchinari, mentre prosegue la crescita dell'export alimentare. Le costruzioni tornano invece a espandersi grazie in particolare agli interventi previsti dal PNRR, il mercato immobiliare mostra una forte vivacità e i servizi continuano a rafforzarsi, sostenuti dall'andamento favorevole del turismo domestico e straniero, una dinamica che prosegue anche nei primi mesi del 2026.
Il sistema produttivo regionale mostra inoltre un rafforzamento dimensionale negli ultimi anni, con una quota più elevata di imprese a forte crescita occupazionale concentrata nel terziario. Secondo le analisi dell'istituto centrale, le aziende più piccole dei servizi e delle costruzioni risultano fortemente integrate nelle catene di clientela e fornitura di grandi gruppi multinazionali, mentre la manifattura resta più esposta all'evoluzione della filiera automotive, interessata da processi di ristrutturazione e trasformazione.
Credito, lavoro e investimenti pubblici sotto osservazione
Nel 2025 l'occupazione resta sostanzialmente stabile dopo la crescita dell'anno precedente e anche il tasso di disoccupazione non cambia, ma aumenta il ricorso agli strumenti di integrazione salariale, soprattutto nella metallurgia e in misura minore nei comparti delle macchine e della chimica e gomma. Persistono inoltre criticità nella qualità dell'occupazione e nei livelli retributivi di donne, giovani e stranieri, nonostante la regione mantenga tassi di attività superiori alla media italiana.Le retribuzioni contrattuali crescono in linea con il dato nazionale, ma in una prospettiva di lungo periodo i salari orari mostrano una perdita di potere d'acquisto più intensa rispetto al resto del Paese. Il reddito disponibile delle famiglie continua ad aumentare in termini reali con intensità inferiore al 2024, i consumi segnano solo un incremento modesto e la spesa turistica mantiene un impatto sui consumi interni nettamente superiore alla media italiana.
I prestiti bancari alle imprese tornano a crescere, trainati dal comparto energetico, mentre negli altri settori il credito si riduce, soprattutto nella manifattura e nelle costruzioni. Dopo 18 mesi di flessione riprendono anche i prestiti alle famiglie, con il credito al consumo ancora in espansione e il recupero dei finanziamenti per l'acquisto di abitazioni nella seconda metà dell'anno; nello stesso periodo migliora la qualità del credito alle imprese, resta stabile quella alle famiglie e i depositi bancari complessivi aumentano in misura rilevante.
La spesa in conto capitale continua a salire grazie soprattutto agli investimenti fissi lordi, più che triplicati nel periodo 2019-25 e sostenuti dai progetti finanziati con risorse locali e fondi comunitari, principalmente il PNRR dal 2024. Alla fine del 2025 circa i quattro quinti delle gare finanziate dal Piano risultano aggiudicate e i pagamenti effettuati ammontano a poco più della metà delle risorse assegnate; in sanità avanzano gli interventi per la digitalizzazione e l'assistenza domiciliare agli anziani, mentre restano criticità per l'attivazione degli Ospedali di comunità e la piena operatività delle Case di comunità.
Nel nostro precedente articolo sul fabbisogno di investimenti post-PNRR delle utility italiane abbiamo evidenziato che, dopo la spinta dei fondi del Piano, il settore si prepara a una nuova fase di finanziamento per sostenere reti idriche, impianti rifiuti e distribuzione energetica. Utilitalia stima un fabbisogno annuo di 19,5 miliardi di euro e propone strumenti come un basket bond per ampliare l’accesso al mercato dei capitali e mantenere il ritmo degli investimenti, con attenzione anche al Mezzogiorno.
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