L'oro sale di oltre il 2% mentre i trader attendono i dati CPI USA e la testimonianza della Federal Reserve
Gold (XAU) avanza del 2,18% mentre gli investitori si posizionano in vista dei dati chiave sull'inflazione USA e delle dichiarazioni della Federal Reserve, attirando una rinnovata domanda in un contesto di persistente incertezza macroeconomica. Il rimbalzo appare limitato, con il metallo che resta sotto le medie mobili a 20, 50 e 200 giorni e i trend di breve, medio e lungo termine che rimangono ribassisti.
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In evidenza
- L’oro resta volatile dopo essere sceso sotto i $4000, mentre le tensioni USA-Iran e le aspettative di rialzo dei tassi Fed guidano i cambiamenti di sentiment.
- I riscatti istituzionali mettono pressione sugli ETF sull’oro mentre le banche centrali continuano ad acquistare, ma i flussi retail e speculativi si sono indeboliti dopo la correzione.
- XAU/USD scambia sotto le principali medie mobili, i segnali di momentum restano ribassisti e l’intervallo previsto a cinque giorni è $4012-$4164 con alta probabilità di ribasso.
Volatilità e deflussi accelerano tra incertezze Fed e geopolitiche
Gold ha registrato una forte volatilità dopo la recente rottura al ribasso sotto il livello chiave di $4000, mentre le crescenti tensioni geopolitiche tra USA e Iran e le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi Fed influenzano il sentiment degli investitori. I trader osservano con attenzione i prossimi dati sull’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) degli Stati Uniti e la testimonianza del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, entrambi in grado di orientare la politica monetaria nel breve termine. I flussi istituzionali continuano a uscire dagli ETF sull’oro mentre gli investitori riallocano, anche se le banche centrali restano acquirenti netti. L’interesse retail e speculativo si è ridotto dopo l’ultima correzione.
Slancio ribassista rafforzato dai livelli tecnici che limitano il rialzo
XAU/USD è sceso sotto le medie mobili a 20 giorni ($4093), 50 giorni ($4278) e 200 giorni ($4633), segnalando pressione dei venditori su tutti i timeframe. I trend di breve, medio e lungo termine sono ribassisti, con $4093 che funge da resistenza di breve periodo e $4013 come supporto immediato. L’allineamento MA-50 vs MA-200 conferma un contesto ribassista di lungo periodo. I segnali di momentum restano deboli: sia MACD che ADX indicano pressione in vendita. L’RSI è a 36,34, il CCI è negativo e lo Stochastic RSI segnala che la coppia è in area di ipervenduto. Il BBP è negativo, confermando che i venditori dominano il momentum intraday e preannunciando un assetto di ipervenduto. L’Awesome Oscillator è negativo, rafforzando il tono ribassista prevalente. Gold scambia vicino ai massimi intraday, con un’ampiezza di volatilità al 2,12%. L’azione intraday mostra forza verso i massimi di sessione, ma gli indicatori di momentum suggeriscono un rischio di ribasso persistente.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che l’oro stava consolidando tra segnali contrastanti, con rischi di offerta e indicatori di momentum variabili che mantengono una visione prudente. L’attuale contesto introduce probabilità di ribasso più elevate mentre lo slancio ribassista persiste, rendendo una possibile rottura sotto $4013 un rischio chiave da monitorare nei prossimi giorni.
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