Il gas naturale resta sopra il supporto chiave mentre il surplus delle scorte si riduce
Il gas naturale statunitense ha chiuso le contrattazioni del 20 agosto in calo di circa il 3%, mentre il contratto NYMEX di settembre è sceso verso quota 2,73 $/MMBtu dopo aver raggiunto il giorno precedente il massimo delle ultime quattro settimane. Il principale fattore frenante resta l’offerta: secondo le stime di LSEG, la produzione media nei Lower 48 ha raggiunto il record di 111,4 Bcf/d ad agosto, rispetto al precedente massimo mensile di 110,7 Bcf/d registrato a luglio.
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Allo stesso tempo, il fattore meteorologico resta moderatamente positivo per la domanda. I meteorologi prevedono temperature prevalentemente superiori alla norma fino all’inizio di settembre, sebbene LSEG preveda che la domanda totale, comprese le esportazioni, scenda da 114,8 Bcf/d questa settimana a 112,9 Bcf/d la prossima.
Il surplus delle scorte continua a ridursi
L’ultimo rapporto dell’EIA è risultato nettamente più positivo per i prezzi rispetto al precedente. Nella settimana terminata il 14 agosto, le scorte sono aumentate di appena 16 Bcf, dopo l’incremento di 36 Bcf della settimana precedente. Per confronto, l’aumento medio quinquennale per questa settimana è di 29 Bcf. Il gas totale in stoccaggio ha raggiunto 3169 Tcf, 28 Bcf in meno rispetto allo scorso anno, ma ancora 185 Bcf, pari a circa il 6,2%, al di sopra della media quinquennale.
Pertanto, il caldo estivo e l’elevato consumo per la produzione di energia stanno gradualmente riducendo il surplus delle scorte, sebbene il mercato non consideri ancora questo processo un segnale di deficit. L’EIA prevede ancora circa 3985 Tcf di gas in stoccaggio entro la fine di ottobre, il livello pre-invernale più alto degli ultimi dieci anni circa.
Le esportazioni di LNG compensano la produzione record
Le esportazioni di LNG restano il principale contrappeso alla produzione record. I flussi di gas verso i nove maggiori terminali LNG statunitensi hanno raggiunto una media di circa 17,2 Bcf/d ad agosto, praticamente invariata rispetto a luglio e leggermente inferiore al record di 17,4 Bcf/d raggiunto a giugno. L’EIA prevede che le esportazioni di LNG raggiungano una media di circa 16,5 Bcf/d nel terzo trimestre, mentre la manutenzione presso Freeport LNG ha ridotto leggermente la previsione precedente.
Allo stesso tempo, lo STEO di agosto prevede un prezzo medio dell’Henry Hub di appena circa 2,87 $/MMBtu nel terzo trimestre, a causa della combinazione di produzione elevata e scorte sufficienti. L’EIA prevede inoltre che la produzione commercializzata di gas naturale negli Stati Uniti raggiunga il record di 122,5 Bcf/d nel 2026, rispetto ai 118,5 Bcf/d del 2025.
I rischi in Medio Oriente mantengono vivo il potenziale rialzista
La situazione in Medio Oriente continua a creare un rischio rialzista potenzialmente significativo, soprattutto attraverso il mercato globale del LNG. Lo Stretto di Hormuz resta fortemente limitato per il traffico marittimo dopo il prolungato conflitto tra Stati Uniti e Iran, mentre il 18 agosto la parte iraniana ha dichiarato che la completa riapertura dello stretto dipenderà dal rispetto, da parte degli Stati Uniti, dei termini dell’accordo temporaneo.
Finché NATGAS resterà sopra 2,72-2,70 $, rimarranno possibili nuovi rialzi, ma perché ciò avvenga, come ho avvertito nell’articolo Il gas naturale resta sotto pressione in vista dei dati EIA sulle scorte, i rialzisti devono ancora superare la resistenza nell’area 2,82-2,84 $. Fino ad allora, i prezzi potrebbero continuare a consolidarsi all’interno dell’attuale intervallo.
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