I prezzi del petrolio si stabilizzano mentre il conflitto in Medio Oriente mantiene elevati i timori sulle forniture

I prezzi del petrolio si stabilizzano mentre il conflitto in Medio Oriente mantiene elevati i timori sulle forniture
Il Brent si mantiene vicino a 106 dollari

​Venerdì i prezzi del petrolio hanno registrato un andamento contrastato, ma sono rimasti orientati verso guadagni settimanali, poiché le interruzioni delle spedizioni dal Medio Oriente e il forte calo delle scorte di greggio negli Stati Uniti hanno sostenuto il mercato. I futures sul Brent si sono mantenuti vicino a 106 dollari al barile, mentre i trader hanno valutato il rischio di prolungate interruzioni delle forniture rispetto alle misure volte ad allentare le carenze di carburante.

Punti chiave

  • Il Brent si mantiene vicino a 106 dollari tra i rischi per le forniture legati a Hormuz.
  • Il calo delle scorte statunitensi sostiene i maggiori guadagni del WTI.
  • I rilasci dell’AIE e i piani sulle sanzioni frenano i prezzi.

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I futures sul Brent con scadenza dicembre sono scesi dello 0,09% a 105,82 dollari al barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate (WTI) con scadenza novembre sono saliti dello 0,10% a 98,07 dollari. Il Brent era diretto verso un rialzo di circa l’1,2% nella settimana, mentre il WTI guadagnava il 6,5%. Le interruzioni delle forniture, i rilasci straordinari di carburante e un possibile allentamento delle sanzioni hanno continuato a influenzare i prezzi del petrolio, riferisce Reuters.

Le tensioni in Medio Oriente minacciano le spedizioni di greggio

Le attacchi alle navi commerciali nei pressi dello Stretto di Hormuz si sono intensificati negli ultimi 10 giorni, alimentando i timori sull’affidabilità delle consegne di petrolio dal Golfo Persico. L’Iran ha annunciato un’intensificazione degli attacchi in risposta al blocco statunitense dei suoi porti e alle sanzioni più severe introdotte il mese scorso. Le violenze in corso hanno complicato gli sforzi per ripristinare la normale attività di navigazione attraverso questa via d’acqua di importanza strategica.

Gli analisti energetici di Kpler prevedono che le spedizioni di greggio attraverso Hormuz si riprenderanno lentamente e in modo irregolare in assenza di un accordo politico globale. Questa incertezza ha contribuito a sostenere i prezzi del petrolio nonostante gli sforzi per immettere ulteriori forniture sul mercato. I trader restano concentrati sulla possibilità che nuove interruzioni possano limitare le esportazioni dei principali produttori mediorientali.

Il calo delle scorte statunitensi sostiene i prezzi del WTI

Il WTI ha guadagnato oltre il 3% giovedì, dopo che le scorte di greggio statunitensi sono diminuite più del previsto in seguito alle interruzioni della produzione legate agli uragani. Il calo delle scorte ha rafforzato i timori sulla disponibilità nel breve termine e ha aiutato il benchmark statunitense a sovraperformare il Brent nella settimana. Tuttavia, i movimenti di prezzo limitati di venerdì hanno indicato che i trader stavano valutando anche il potenziale impatto di ulteriori forniture.

Giovedì l’Agenzia internazionale dell’energia ha approvato il rilascio di oltre 20 milioni di barili di diesel, allentando parte della pressione sui mercati europei dei carburanti. I margini di raffinazione del diesel europeo sono successivamente diminuiti di quasi il 2%, a 78,67 dollari al barile, rispetto al picco di settembre vicino a 95 dollari. L’agenzia prevede inoltre di rilasciare i restanti 100 milioni di barili previsti dall’accordo di marzo, sebbene ulteriore greggio potrebbe non risolvere completamente le carenze di diesel.

Le decisioni sulle sanzioni potrebbero ridisegnare l’offerta di petrolio

Washington sta valutando un allentamento delle restrizioni su alcune petroliere della shadow fleet che hanno trasportato prodotti petroliferi dalla Russia, dall’Iran e dal Venezuela. La proposta mira a ridurre i costi di trasporto eccezionalmente elevati e potrebbe rendere disponibile una maggiore capacità di trasporto. Fa seguito alla decisione temporanea degli Stati Uniti di revocare le sanzioni sul diesel russo, che ha suscitato critiche da parte dell’Ucraina e dei governi europei.

Gli sviluppi contrapposti lasciano i mercati petroliferi esposti a improvvisi cambiamenti nelle aspettative sull’offerta. I rilasci straordinari e gli adeguamenti delle sanzioni potrebbero moderare i prezzi, ma i continui attacchi nell’area di Hormuz minacciano il trasporto del greggio fisico. La direzione del Brent e del WTI dipenderà in larga misura dalla stabilizzazione delle condizioni di navigazione prima che le misure temporanee sull’offerta perdano efficacia.

Come riportato in precedenza, gli Houthi ampliano la campagna mentre gli attacchi aumentano la pressione sull’economia saudita.

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