CMC Ravenna monetizza riserve tecniche per 1,8 miliardi a sostegno dei cantieri
L'operazione amplia gli strumenti di finanziamento disponibili per le imprese infrastrutturali impegnate negli appalti pubblici e punta ad accelerare l'impiego di risorse nei lavori in corso. La cessione pro soluto riguarda un portafoglio di crediti legato a claim maturati nei cantieri, in un contesto in cui i tempi di definizione delle controversie possono rallentare l'afflusso di liquidità.
Punti chiave
- CMC Ravenna ed Empedocle 2 S.c.p.A. cedono pro soluto crediti da riserve tecniche di appalto per circa 1,8 miliardi di euro tramite veicolo con fondo internazionale.
- L'operazione anticipa la liquidità derivante dai claim sugli appalti pubblici, permettendo il reinvestimento immediato nelle attività di cantiere senza attendere la fine delle dispute.
- CMC Ravenna, tramite aggregazione industriale, gestisce il secondo portafoglio lavori infrastrutturale italiano dopo Webuild e segnala trend di litigation finance nel settore.
Struttura dell'operazione e finalità finanziaria
Come riportato da Teleborsa, CMC Ravenna, società del gruppo Finres, ed Empedocle 2 S.c.p.A. cedono pro soluto un portafoglio di crediti da riserve tecniche di appalto dal valore nominale di circa 1,8 miliardi di euro. In una nota, l'operazione viene presentata come un modello di collaborazione nel mercato italiano del litigation finance tra capitale finanziario e impresa infrastrutturale, attraverso un veicolo compartecipato da un fondo internazionale di primo piano e dal gruppo industriale Finres-CMC Ravenna.La struttura è concepita come un polmone finanziario stabile per l'operatore infrastrutturale, perché consente di anticipare la liquidità derivante dai claim maturati nell'esecuzione degli appalti pubblici e di reimmettere le risorse nei cantieri senza attendere la chiusura delle procedure di risoluzione delle controversie. In questo schema, la valorizzazione dei claim diventa uno strumento continuativo di supporto alla realizzazione delle opere.
Portafoglio lavori e rilievo per il settore infrastrutturale
CMC Ravenna viene indicata come società distinta dalla storica Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, interessata dalla procedura concorsuale. La società nasce dall'acquisizione, da parte del gruppo Finres, del ramo aziendale operativo della cooperativa destinato alla prosecuzione dell'attività industriale e dal ramo infrastrutture di Manelli Impresa, in cui CMC Ravenna subentra nel dicembre scorso.Secondo il testo, questo percorso di aggregazione industriale porta CMC Ravenna a disporre del secondo portafoglio lavori infrastrutturale italiano dopo Webuild. Il portafoglio ceduto comprende riserve relative a numerosi interventi, tra cui l'ammodernamento della SS 640 Agrigento-Caltanissetta, il Terzo Valico dei Giovi, l'alta velocità Milano-Verona e la Ferrovia Circumetnea.
Il valore nominale delle riserve identifica il perimetro delle pretese cedute e non rappresenta né il prezzo della cessione né l'ammontare degli incassi attesi. Per il settore, l'operazione segnala un possibile uso più strutturato della finanza legata al contenzioso per sostenere la continuità operativa dei grandi cantieri.
Nel nostro precedente articolo sul Green Building Forum Italia 2026 abbiamo raccontato la presentazione dell’evento a Palazzo Chigi e le priorità emerse per la riqualificazione edilizia sostenibile. Abbiamo inoltre riepilogato i temi centrali del confronto tra istituzioni e imprese, dagli strumenti finanziari per gli investimenti alla competitività della filiera, fino al ruolo di infrastrutture e collaborazione pubblico-privato nella transizione.
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