LMDV Media avvia la due diligence su SEIF, fondatori contrari all'OPA

LMDV Media avvia la due diligence su SEIF, fondatori contrari all'OPA
SEIF: OPA in bilico

La possibile offerta su Società Editoriale Il Fatto entra in una fase preliminare con l'avvio di una due diligence confermativa finalizzata a valutare un delisting. Il rifiuto annunciato dai soci fondatori, che rappresentano la maggioranza del capitale, rende però già più difficile il raggiungimento della soglia prevista per l'efficacia dell'operazione.

Punti chiave

  • LMDV Media ha avviato la due diligence su SEIF in vista di un'OPA totalitaria a 0,286 euro per azione, per circa 7,15 milioni di euro e un premio del 30% rispetto al prezzo del 23 ottobre.
  • L'efficacia dell'OPA è subordinata all'acquisizione dell'82,9% del capitale votante SEIF, soglia che i fondatori – detentori della maggioranza – dichiarano di non voler contribuire a raggiungere.
  • LMDV valuta il fabbisogno di cassa SEIF per i prossimi 24 mesi, stimando possibili nuove risorse necessarie fino a 4 milioni di euro per la continuità aziendale.

Termini dell'offerta e ostacoli all'operazione

Come riportato da Teleborsa, il consiglio di amministrazione di LMDV Media ha autorizzato una due diligence su SEIF in vista di un'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria. In caso di esito positivo, l'OPA sarebbe lanciata a 0,286 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 7,15 milioni di euro, con un premio di circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale del 23 ottobre e del 16,85% rispetto alla media dei sei mesi precedenti.

Tra le condizioni di efficacia figura il raggiungimento di una partecipazione almeno pari all'82,9% del capitale votante nell'assemblea ordinaria. Questa soglia servirebbe a rendere inoperante il limite statutario che impedisce di detenere oltre il 17% del capitale di SEIF.

LMDV Media afferma che l'operazione consentirebbe di integrare nel gruppo il know-how sviluppato da SEIF nell'innovazione digitale e nei contenuti multimediali, sostenendone al tempo stesso la crescita e il mantenimento della linea editoriale. La verifica riguarderà anche la situazione economico-finanziaria della società, alla luce dei richiami di informativa sulla continuità aziendale formulati da KPMG sulla semestrale al 30 giugno 2026 e sul bilancio consolidato 2025. Il gruppo intende inoltre stimare con il management il fabbisogno di cassa dei prossimi 24 mesi, mentre le valutazioni preliminari basate sulla documentazione pubblica indicano nuove risorse potenzialmente necessarie per non oltre 4 milioni di euro.

Il no dei fondatori e il contesto nel settore editoriale

SEIF comunica di avere ricevuto una lettera dai soci fondatori Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d'Aprile, che insieme rappresentano la maggioranza del capitale sociale. I fondatori dichiarano di non essere interessati a cedere la propria quota e di non voler aderire a un'eventuale OPA promossa da LMDV Media al termine della due diligence.

Senza il loro apporto, la soglia dell'82,9% appare di fatto difficilmente raggiungibile. Il consiglio di amministrazione di SEIF si riunirà nei prossimi giorni per esaminare sia il comunicato di LMDV Media sia la posizione espressa dai soci fondatori.

L'operazione si inserisce nella più ampia strategia di LMDV nell'editoria italiana. Dopo un'offerta per Repubblica, il family office ha acquisito il 30% del Giornale e l'80% di Editoriale Nazionale, a cui fanno capo Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN, investimenti presentati da Leonardo Maria Del Vecchio come primi tasselli di un polo editoriale nazionale.

La mossa arriva inoltre dopo settimane di tensione con il quotidiano diretto da Marco Travaglio. Lo scontro si apre il 14 settembre con un'inchiesta del Fatto sulle finanze dell'erede Luxottica, prosegue con repliche pubbliche su X e si riaccende il 23 ottobre dopo un nuovo articolo del quotidiano, aggiungendo un elemento di forte conflittualità al dossier industriale.

Nella nostra precedente analisi sull’OPA totalitaria su Valtecne abbiamo spiegato che Consob ha sospeso i termini istruttori durante l’esame del Documento di Offerta, chiedendo a ValBlue BidCo integrazioni informative e documentali. La sospensione può durare fino a 15 giorni di calendario e potrebbe comportare uno slittamento dei tempi tecnici dell’operazione, in attesa del completamento del quadro informativo richiesto.

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