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I mercati delle criptovalute hanno subito nuove pressioni questa settimana, quando sia il Bitcoin che l'Ethereum hanno registrato forti cali, a causa di un mix di ansia di mercato, incertezza globale e forti vendite da parte degli investitori. I prezzi sono scesi rapidamente, cogliendo di sorpresa molti trader dopo un periodo di relativa stabilità all'inizio del mese.
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L'ultimo calo evidenzia come gli asset digitali rimangano sensibili agli improvvisi cambiamenti di sentiment, soprattutto quando i mercati finanziari più ampi sono già in tensione a causa delle tensioni geopolitiche e delle mutevoli aspettative sulla politica monetaria.
Il Bitcoin ha perso oltre il 6% in soli due giorni, passando da oltre 84.000 dollari a circa 78.700 dollari. Il calo ha fatto seguito a un tentativo fallito di rialzo, dopo il quale le vendite si sono accelerate e l'attività di trading è aumentata. L'aumento del volume degli scambi suggerisce che molti investitori si sono affrettati a uscire dalle posizioni, sia per bloccare i guadagni che per limitare le perdite.
Nonostante il brusco calo, i dati onchain indicano una chiara divisione nel comportamento degli investitori. I piccoli detentori hanno continuato a vendere, mostrando cautela e avversione al rischio. Allo stesso tempo, i maggiori investitori - spesso definiti "balene" - hanno costantemente incrementato le loro posizioni. Secondo Glassnode, il numero di portafogli che detengono almeno 1.000 BTC è aumentato notevolmente da ottobre, il che suggerisce che i giocatori più esperti stanno acquistando in questa fase di ribasso.
Il commentatore di mercato James Wynn ha detto che 68.000 dollari è la "probabile" destinazione del Bitcoin, descrivendo l'attuale movimento come un reset dopo il rally dello scorso anno. Ha anche avvertito che la paura e il panico potrebbero brevemente spingere i prezzi ancora più in basso, pur sottolineando che tali scenari rimangono speculativi.
Ethereum ha subito perdite più pesanti rispetto a Bitcoin, scendendo di quasi il 10% verso il livello di 2.400 dollari. La pressione di vendita si è intensificata con il calo dei prezzi, innescando la chiusura automatica delle posizioni con leva finanziaria e aumentando la volatilità.
I grandi investitori hanno giocato un ruolo importante nel declino di Ethereum. I dati mostrano che i portafogli che detengono tra 10.000 e 100.000 ETH hanno venduto più di 1,1 milioni di monete in una sola settimana, per un valore di oltre 2,8 miliardi di dollari. Tali vendite su larga scala spesso mettono a dura prova i prezzi, in quanto i mercati assorbono l'offerta.
La flessione ha colpito anche le aziende con grandi partecipazioni in criptovalute. BitMine Immersion Technologies si trova ora ad affrontare più di 6 miliardi di dollari di perdite non realizzate sulle sue riserve di Ethereum.
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