Riepilogo del mercato delle criptovalute: il Bitcoin torna a scendere verso i 68.000 dollari
I mercati delle criptovalute hanno ripreso a scendere, con una capitalizzazione totale di circa 2,34 trilioni di dollari, in calo del 3,38% nelle ultime 24 ore.
In evidenza
- Bitcoin in calo del 3% al giorno mentre il mercato delle criptovalute scende a $2,34T.
- BTC in pista per il peggior Q1 dal 2018 con gennaio e febbraio in rosso.
- Il piano di indebitamento della strategia e il dibattito sulla privacy aumentano il sentimento di cautela.
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Il Bitcoin è stato scambiato vicino a 68.240 dollari, in calo del 3,11% nella giornata e del 3,01% nell'ultima settimana, faticando a resistere dopo i ripetuti tentativi di recuperare i 70.000 dollari. Ethereum è passato di mano intorno a 1.956 dollari, in calo del 6,47% in 24 ore e del 5,61% in sette giorni, riflettendo la continua pressione sui token a grande capitalizzazione. BNB è sceso del 3,93% nella giornata, mentre Solana è scivolato del 5,68%, sottolineando un'ampia debolezza oltre al Bitcoin.
L'Altcoin Season Index si è attestato a 30, segnalando che il Bitcoin rimane il driver dominante della direzione nonostante la performance disomogenea delle altcoin. L'RSI medio delle criptovalute si è attestato vicino a 49, indicando uno slancio neutrale mentre gli operatori valutano se l'ultimo rimbalzo sia già svanito.
Il peggior inizio d'anno dal 2018 solleva preoccupazioni strutturali
Il Bitcoin è ora sulla buona strada per il suo primo trimestre più debole dal 2018, segnando il primo caso di chiusura in rosso sia di gennaio che di febbraio nell'attuale ciclo. Secondo gli analisti, la persistente incertezza macro e l'affievolirsi dell'appetito speculativo hanno pesato molto sul sentiment. Il Fear & Greed Index è rimasto a 12, evidenziando una fiducia fragile nonostante i periodici segnali di sollievo.
Anche il posizionamento istituzionale ha attirato l'attenzione dopo che Strategia ha delineato un piano di graduale equitizzazione di porzioni del suo debito convertibile nei prossimi tre-sei anni, una mossa vista come parte di una strategia di bilancio a più lungo termine legata all'esposizione al Bitcoin. Gli operatori di mercato stanno monitorando da vicino il comportamento delle tesorerie aziendali per cercare segnali di convinzione ai livelli attuali. Finché il Bitcoin non riuscirà a recuperare e a mantenersi al di sopra dei 70.000 dollari, i rischi di ribasso potrebbero rimanere elevati.
Il dibattito di settore si intensifica su pagamenti, privacy e adozione
Oltre all'andamento dei prezzi, i leader del settore stanno discutendo sulle barriere strutturali che ostacolano i pagamenti in cripto. Alcuni dirigenti sostengono che le limitazioni alla privacy e il controllo normativo continuano a ostacolare una più ampia adozione nel commercio quotidiano. La discussione si svolge mentre i responsabili politici a livello globale aumentano la sorveglianza sulle attività degli asset digitali, aggiungendo oneri di conformità per gli scambi e i fornitori di pagamenti. Gli operatori di mercato sostengono che quadri più chiari potrebbero sbloccare una maggiore utilità, ma regole più rigide potrebbero anche limitare l'innovazione.
Per il momento, l'impegno ridotto dei retail e la cautela dei flussi istituzionali suggeriscono che le narrazioni sull'adozione sono secondarie rispetto alle dinamiche dei prezzi determinate a livello macro. Con l'avanzare del trimestre, gli operatori stanno osservando se gli sviluppi fondamentali possono compensare quello che si preannuncia come uno degli inizi d'anno più deboli per il Bitcoin a memoria d'uomo.
Recentemente abbiamo scritto che il colosso bancario Morgan Stanley sta espandendo la sua strategia sugli asset digitali assumendo un ingegnere capo per sviluppare l'infrastruttura per la DeFi e la tokenizzazione degli asset ponderati per il rischio (RWA).
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